Mariella Boerci, Panorama 14/12/2006, pagina 115., 14 dicembre 2006
Claudio Terruzzi è l’amministratore unico di Global Engineering, la società che da quattro anni produce gli ecorivestimenti: asfalti, pitture e intonaci che assorbono le sostanze inquinanti nell’aria delle città fino quasi ad azzerarle
Claudio Terruzzi è l’amministratore unico di Global Engineering, la società che da quattro anni produce gli ecorivestimenti: asfalti, pitture e intonaci che assorbono le sostanze inquinanti nell’aria delle città fino quasi ad azzerarle. Secondo le certificazioni del Cnr e dell’Arpa, ogni chilometro quadrato di asfalto trattato con ecorivestimento consente di abbattere 32 tonnellate di inquinanti l’anno, pari a quelli emessi da 15 mila veicoli. A Milano, nell’unico punto rivestito di ecoasfalto e di ecovernice (il tunnel di via Porpora) sono stati ridotti del 47 per cento le polveri sottili e il biossido di zolfo, e del 67 per cento il biossido di azoto. Se questi materiali fossero utilizzati su una superficie di 20 chilometri quadrati (dal manto stradale alle facciate degli edifici) in un anno si potrebbero eliminare 640 tonnellate di inquinanti in una città come Milano. Mentre i prodotti di Terruzzi vengono acquistati in tutto il mondo (Londra, Shangai, San Francisco, Melbourne ecc.) in Italia sono ancora pochi i comuni che li usano. Forse il prezzo è troppo alto? «Non credo» dice Terruzzi, «il nostro rivestimento costa mediamente il 10 per cento in più rispetto ai normali asfalti, ma ha una durata tripla».