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 2006  dicembre 13 Mercoledì calendario

La strada che non c’è. La Stampa, mercoledì 13 dicembre Foggia. Una lunga strada di carta. E sulla carta, con i suoi 106 chilometri, avrebbe dovuto congiungere Candela a Poggio Imperiale: i caselli autostradali della A14 e della A16

La strada che non c’è. La Stampa, mercoledì 13 dicembre Foggia. Una lunga strada di carta. E sulla carta, con i suoi 106 chilometri, avrebbe dovuto congiungere Candela a Poggio Imperiale: i caselli autostradali della A14 e della A16. Le sue bretelle erano destinate a rompere l’isolamento, ormai cronico, di nove piccoli paesi accovacciati sui colli. E poi l’alta velocità: superstrada a tre corsie, spostamenti rapidi tra Puglia, Irpinia e Molise. Il progetto fu approvato nel 1980 e con ottimismo fu battezzata «Strada Regionale numero 1». L’importo: 291 miliardi di lire (non interamente finanziati, all’epoca funzionava così). I lavori cominciarono nel 1985 e ventun anni dopo siamo quasi al punto di partenza. Miliardi spesi: 100, finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno. Chilometri completati: 23. Uno all’anno. Con questa media, forse, sarà pronta nel 2092. Una curva poi il nulla A futura memoria, quindi, imbocchiamo la «Regionale numero 1» a ridosso del casello autostradale di Candela. In pochi minuti siamo già a un bivio. O di qua o di là. Ma nessun cartello indica Poggio Imperiale. Anche perché la strada regionale prosegue dritta su un ponte, troncato a metà, che s’adagia su un campo arato. Occhio al tachimetro. Chilometri percorsi: 20. E pensareche l’hanno inaugurata ben due volte. La prima all’epoca di Cirino Pomicino, 5 chilometri. L’ultima nel maggio 2005. L’ex presidente della regione Puglia, Raffaele Fitto, si presentò con gonfalone e pletora di fotografi: inaugurava un tratto di altri quattordici chilometri. Ma attenzione: leggendo una relazione sulla strada - redatta da Potito Belgioioso, ingegnere della provincia di Foggia - scopriamo che i lavori, consegnati nel 1998, erano stati ultimati nel 2002. E nel 2003 era già possibile aprire al traffico l’arteria. Per inaugurare il tratto, però, servono altri due anni d’attesa. Perché? Manca la segnaletica. E così arriviamo all’inaugurazione del maggio 2005, quando - sarà un caso - le elezioni regionali sono alle porte. E alle porte della Regione, la provincia di Foggia, aveva bussato più volte: chiedeva fondi per il completamento della strada. Ma dal presidente Fitto, come dai suoi predecessori, non fu sganciato un centesimo. «Questa strada - commenta Antonello Summa, assessore alla Viabilità della Provincia di Foggia - certifica l’illusione venduta ai nostri cittadini». Illusione o no, a Poggio Imperiale, vogliamo arrivarci lo stesso. E proviamo a raggiungerla con le strade che abbiamo a disposizione. Buche, dislivelli, rattoppi: siamo piombati nell’incubo degli ammortizzatori. Qui, tra i monti Dauni, per una strada che non esiste ce ne sono almeno quattro chiuse al traffico. E le altre versano quasi tutte in pessime condizioni. Colpa del dissesto idrogeologico: per recuperare i versanti delle frane, a ridosso delle strade, si stima una spesa di circa 60 milioni. In qualche ora ci siamo: Poggio Imperiale. A ridosso del lago di Lesina, troviamo l’ingresso del paese e, bene in vista, il suo casello autostradale. Ed ecco la scoperta: per non scontentare nessuno qualcosa si fece pure qui. Della Strada Regionale, insomma, esistono due pezzetti: uno all’inizio e uno alla fine. Non resta che aspettare Al costo di 18 miliardi, qui a Poggio Imperiale, furono costruiti ben tre chilometri. Almeno quelli, però, nessuno ha mai avuto il coraggio di inaugurarli. «Il secondo lotto - continua la relazione - sebbene completato, non è mai stato aperto al traffico». Sarebbe necessario un piccolo, ulteriore passaggio: «un modesto svincolo sulla strada statale». Svincolo appaltato. Però mai realizzato. Perché? Intacca le condotte che irrigano le campagne: i progettisti non se n’erano accorti. A quanto pare, lo svincolo, si potrà realizzare a breve, con i 3 miliardi di vecchie lire - residui della Cassa del Mezzogiorno - risparmiati nel corso dei lavori precedenti. Ora che la giunta regionale è cambiata, l’assessore ai Trasporti, Mario Loizzo, assicura che la «volontà politica di finanziare il completamento c’è: valuteremo le risorse». Non resta che aspettare. Ma intanto: davvero, i 3 chilometri del lotto di Poggio Imperiale, sono chiusi al traffico? Sarà. Noi ci stiamo sopra. Sui lati vediamo cumuli di calcinacci, rifiuti e persino qualche vecchio televisore abbandonato. E c’è un’auto che ci sorpassa. Poi un’altra. E un’altra ancora. Strada chiusa? Sulla carta. Antonio Massari