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 2006  dicembre 12 Martedì calendario

Gli affari d’oro spagnoli si fanno al Bernabeu. Il Sole 24 Ore 12 dicembre 2006. Niente consigli di amministrazione, niente ricevimenti ufficiali

Gli affari d’oro spagnoli si fanno al Bernabeu. Il Sole 24 Ore 12 dicembre 2006. Niente consigli di amministrazione, niente ricevimenti ufficiali. Se vuoi le informazioni più preziose per i mercati finanziari, devi frequentare la tribuna d’onore del Santiago Bernabéu. La zona più esclusiva dello stadio del Real Madrid negli ultimi tempi si è trasformata in un semenzaio di operazioni finanziarie. Tutto cominciò nel 2000, quando Florentino Pérez conquistò la presidenza del club calcistico della capitale spagnola superando nella contesa elettorale Lorenzo Sanz. Anche se la presenza di importanti personalità del mondo degli affari non è una novità nella storia della squadra dalla maglietta bianca (le merengues - meringhe - come sono chiamati i calciatori del Real in Spagna), l’arrivo del presidente della Acs ha segnato una svolta. Ogni partita si è trasformata in una sfilata di impresari, finanzieri, politici che magari non erano in grado di spiegare che cos’è un fuorigioco ma che non volevano rimanere fuori dal gioco di interessi che cominciava a dipanarsi nella tribuna d’onore del coliseo blanco, come è soprannominato il leggendario stadio del Real Madrid. Nemmeno i dirigenti madridisti negano la trasformazione subita dal Santiago Bernabéu. Juan Manuel Osorio, consigliere della Bdo Audiberia Auditores y Consultores e vicepresidente del Real Madrid quando alla presidenza sedeva Ramón Mendoza, assicura che la tribuna è molto cambiata dall’epoca (1943-1978) in cui il presidente era Santiago Bernabéu: "Certo, al Bernabéu si fanno moltissimi affari, affari importanti". Stare nel settore più prestigioso dello stadio madridista, secondo l’ex vicepresidente, rende possibile "concludere accordi imprenditoriali e mettersi in mostra nel mondo degli affari". "Io stesso l’ho verificato quando sono stato vicepresidente: se ti conosce certa gente, cominciano a salutarti tutti", ammette Osorio. Se c’è una persona che incarna alla perfezione l’aspetto imprenditoriale della tribuna del Bernabéu, quella è Florentino Pérez, 59 anni. Durante il suo mandato, ha rafforzato la posizione della Acs procedendo alla fusione con Dragados, nel 2003, ed è entrato nel settore elettrico nel 2005, col suo ingresso nella Unión Fenosa. La Acs in questo modo, dal quinto posto che occupava nel 2000, è arrivata a essere la prima società spagnola nel settore delle costruzioni nel 2006. Florentino Pérez, però, è solo la punta dell’iceberg dell’imprenditoria nata in seno al club merengue. Nei sei anni passati a capo della Acs, Pérez ha potuto contare su vicepresidenti famosi come Fernando Fernández Tapias e Juan Abelló. Altra figura di rilievo di questo periodo è quella di Luis del Rivero, 57 anni, incorporato al progetto come tesoriere del club, finché, nel 2004, non è diventato uno dei vicepresidenti. Quando arrivò nel Cda, del Rivero, nel 2000, era vicepresidente di una Sacyr ancora senza partner. Oggi è presidente della società di costruzioni nata dalla fusione della Sacyr e della Villahermoso, operazione conclusa nel 2003, un anno prima di diventare il protagonista dell’assalto alla Bbva. Anche se questo tentativo è andato a vuoto, fu una dimostrazione del fatto che non solo il settore delle costruzioni sarebbe diventato un protagonista della vita imprenditoriale spagnola, ma anche che il Real Madrid si apprestava a diventare lo sfondo di molti di questi movimenti. Il traffico d’influenze e interessi ha raggiunto livelli tali da sopravvivere anche alla partenza del presidente dell’Acs. Quando l’ormai ex presidente del Real Madrid annunciò le sue dimissioni, il 27 febbraio del 2006, segnalò che "il Real Madrid ha bisogno di un cambiamento". Ma Fernando Martín, il suo successore, faceva parte del Cda del presidente dell’Acs. E il suo nome non era ignoto nel mondo degli affari. Anzi, si dà il caso che Luis del Rivero, Juan Abelló e Fernando Martín erano soci, non molto in sintonia, nella Sacyr, quando quest’ultima si fuse con la Vallehermoso, finché Martín, nel 2005, non vendette la sua partecipazione nella società. Anche Alberto Cortina e Alberto Alcocer, los Albertos, proprietari del 12% del capitale della Acs, sono stati implicati in operazioni con il Real Madrid, come la concessione di quattro prestiti per 13 miliardi di pesetas, destinati all’acquisto del giocatore che portò Florentino Pérez alla presidenza del club, Luis Figo. E l’arrivo di Ramón Calderón? Continuità o non continuità, sarà difficile ripetere operazioni come quelle che sono state ordite durante gli ultimi mesi. Tutti si ricorderanno dell’acquisto di un 10% di Iberdrola da parte della Acs in piena guerra elettrica, dell’acquisizione di un 20% del capitale della Repsol da parte della Sacyr quando si ipotizzava che stesse per arrivare un’offerta per quest’ultima, o l’acquisto della Fadesa da parte della Martinsa per oltre 4 miliardi di euro. Realizzate alcuni anni fa, queste operazioni furono ultimate sugli spalti del Santiago Bernabéu rispettivamente da Florentino Pérez, Luis del Rivero e Fernando Martín. E che dire di Juan Abelló? La sua recente nomina nel Cda di Repsol, insieme a Luis del Rivero, dice tutto. Un imprenditore a 360 gradi, che ha fatto parte di Banesto, Santander, Vodafone e Sacyr. Ma non è necessario far parte del Cda del Real Madrid per essere protagonisti del mondo imprenditoriale. Lo sono anche i candidati alla presidenza. L’esempio migliore è quello di Juan Miguel Villar Mir, che si è candidato alla presidenza del club merengue in occasione delle passate elezioni, e che è presidente e massimo azionista della Ohl, sulla quale, il 19 ottobre, ha lanciato un’Opa per impadronirsi del 100% delle azioni. Si è arrivati anche a ipotizzare che un altro dei grandi nomi del mondo imprenditoriale spagnolo, José María Entrecanales, presidente della Acciona, la società di costruzioni che negli ultimi mesi ha acquisito il 20% di Endesa, avrebbe potuto appoggiare la candidatura di Carlos Sáinz durante le scorse elezioni. In questo modo, anche gli Entrecanales - che con disinvoltura si sono intrufolati nell’azionariato della compagnia elettrica che da più di un anno cerca di mettere le mani sulla Gas Natural - sono entrati nell’orbita dei potenziali consiglieri d’amministrazione del Real Madrid. Quello che è certo è che sedere sulla tribuna del Bernabéu è sinonimo di influenza e di protagonismo nel business. Le operazioni di imprenditori che gravitano intorno al club hanno provocato saliscendi in Borsa, alleanze, fusioni e acquisizioni. Forse gli investitori, più che ai consigli degli analisti, dovrebbero prestare attenzione a chi siede in uno dei luoghi più rilevanti della vita sociale della capitale, la tribuna del Real Madrid. Pedro Calvo, Jorge Zuloaga