Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  dicembre 13 Mercoledì calendario

«Il metodo Moggi, concentrazione e corruzione nel calcio italiano», è il titolo di un seminario a porte chiuse tenuto alla Bocconi da Tito Boeri (professore di Economia del Lavoro) e Battista Severgnini (ricercatore all’università Humboldt di Berlino)

«Il metodo Moggi, concentrazione e corruzione nel calcio italiano», è il titolo di un seminario a porte chiuse tenuto alla Bocconi da Tito Boeri (professore di Economia del Lavoro) e Battista Severgnini (ricercatore all’università Humboldt di Berlino). Severgnini: «Sulla corruzione abbiamo utilizzato la tecnica di uno statistico che ad inizio Ottocento misurò tutti i dati delle altezze di chi andava militare. Per quello che riguarda il tempo della corruzione, se e come avviarla, ci siamo invece avvalsi di un metodo usato in oncologia, su come reagisce il malato ai farmaci». Boeri: «Nel campionato italiano i tentativi di corruzione subiscono un’accelerata da gennaio a maggio, non ci si prova con le piccole, ma con le medio-grandi, nel senso che il sistema Moggi era molto preciso, altamente efficiente, prevedeva una minimizzazione dei costi, non scialava con chi non rappresentava un pericolo. Corrompeva dove sentiva minaccia di sconfitta e dove costava di meno alterare il risultato».