Varie, 12 dicembre 2006
VINCENZI
VINCENZI Marta Genova 27 maggio 1947. Politico. Del Pd (già Ds). Sindaco di Genova (dal 2007) • «Se una donna è una bella donna rimarrà tale per sempre. Se è intelligente, pure. Se è una rompiscatole, probabilmente peggiorerà. Marta Vincenzi [...] è una bella donna, è una donna intelligente ed è una colossale rompiscatole. Lo dicono a Roma, alla sede dei Ds. Lo dicono a Genova, dov’è stata consigliere comunale del Partito comunista (1990) e presidente della provincia del Pds e dei Ds (fra 1993 e il 2002). Lo dicono a Strasburgo, dove è parlamentare europea dal 2004 e dove ha guadagnato la devozione di Martin Schulz, il kapò di Silvio Berlusconi. ”Se vinci le primarie, verrò a Genova a farti la campagna elettorale”, le ha detto pochi [...]. Il problema di Marta Vincenzi è che non è abbastanza alternativa per piacere alla sinistra radicale e non è abbastanza allineata per piacere alla classe dirigente della città. Poi, non è abbastanza di partito per piacere al partito. Non è abbastanza chic per piacere agli chic né abbastanza ordinaria per piacere agli ordinari. E allora la sinistra radicale ha scelto un altro candidato, il poeta Edoardo Sanguineti. Anche la classe dirigente, capitanata dal petroliere Riccardo Garrone, presi-dente della Sampdoria, ha scelto un altro candidato, l’ex deputato della Margherita ed ex presidente dell’Associazione industriali Stefano Zara. In realtà persino i Ds avevano scelto un altro candidato: Mario Margini, assessore con l’attuale sindaco Giuseppe Pericu. Poi, però, è arrivata lei. Il problema di Marta Vincenzi, dunque, è che non è mai abbastanza. Un esempio: abita in collina a Certosa, storico quartiere popolare. Vive col marito, Bruno Marchese, ingegnere che le fa da supersegretario. Per vicina di casa ha la madre, con la quale si occupa di piazzare gatti randagi ad amici e conoscenti. Lì, in Val Polce-vera, ha un po’ di terra su cui si dedica all’agricoltura biologica e ne ricava pomodori, fagiolini, zucche e pure del vino: in media ottanta litri all’anno. Da quella postazione non propriamente nobile, le vien facile di irridere Claudio Burlando, compagno diessino. Lei e Burlando proprio non si prendono. Da sempre. E lui - che fu sindaco (ingiustamente arrestato) e ministro dei Trasporti col primo governo Prodi, e che oggi è governatore della Liguria - ama darsi un tocco proletario ricordando di essere figlio di un camallo di Quezzi, altra zona di schiene rotte. che oggi vive in centro storico, ad Albaro. E la Vincenzi ridacchia sulla carriera residenziale di Burlando. Intanto, però, Sanguineti è messo peggio di lei. Ha un appartamento a Begato, che sta a Genova come lo Zen sta a Palermo, e proprio alla Diga, osceno accumulo di palazzi automaticamente iscrivibile alla categoria ecomostri. La Vincenzi fa quella che poi non s’è data alla macchia. lì, a ridosso. E quando ha incontrato Sanguineti gli ha detto: ”Guarda che io, dalle mie finestre, vedo le tue. Attento a non giron- zolare in mutande”. Secondo esempio. Marta Vincenzi non è abbastanza contro il Terzo valico né abbastanza a favore. Il Terzo valico è la Tav genovese. Dovrebbe collegare il capoluogo con Milano, e da Milano con l’Europa. Lei dice: ” un’opera molto importante ma molto costosa”. Poi: ” di grande impatto nel territorio ma vale la pena proseguire”. E vale la pena proseguire ”se è davvero inserito in una dimensione europea. Se serve solo per muoversi fra Genova e Milano, dovremmo trovare altre soluzioni”. Ovvio che non potrà mai essere leader dei centri sociali e nemmeno il punto di riferimento degli imprenditori. molto perplessa anche a proposito dell’in- ceneritore, ed è per questo che gli industriali hanno voluto Zara, nonostante la Margherita, e [...] Francesco Rutelli l’ha confermato, ufficialmente appoggi la Vincenzi. Che, andando avanti, non è davvero abbastanza un sacco di cose. Adesso sta basando la sua campagna per le primarie, fissate a domenica 4 febbraio, sul tema della discontinuità. Ma discontinuità rispetto a che cosa se lei stessa è stata per otto anni presidente della Provincia? E se il sindaco Pericu e il governatore Burlando sono, come lei, dei Ds? ”E’ che in questa città lavorano sempre i soliti”, ha detto [...] a ”Primocanale», la principale emit-tente cittadina, raggelando l’intero establishment politico e industriale. E offrendo il varco per il contropiede dell’interlocutore: ”Eh, ma i soliti sono quelli del vostro partito”. E lei: ”Sì, sì, è proprio così”. quindi facile capire perché i Ds avessero indicato in Mario Margini, assessore con Pericu, il loro uomo per il Comune. E Marta, che è stata dalemiana e ha litigato coi dalemiani, è andata nel correntone e ha litigato coi correntonisti, e ora è fassiniana, è stata aiutata da Fassino in persona. ”Che rompiscatole!”, disse il segretario decollando da Fiumicino per andare a dirimere la questione. Perché alla fine la Vincenzi non sarà né questo né quello, ma ha un soprannome: ”Supermarta”. E ha quel soprannome perché ha tanti supporter. stata eletta due volte consecutive alla guida della Provincia, ed è andata a Bruxelles con 150 mila voti. I pronostici la danno vincente sia alle primarie sia alle amministrative. E così ce la ritroveremo in muncipio dove, come faceva nella sede provinciale, riceverà gli ospiti in ciabatte, ché gli stivaloni neri non sono abbastanza comodi» (Mattia Feltri, ”La Stampa” 22/1/2007).