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 2006  dicembre 12 Martedì calendario

LAGHI Pio

LAGHI Pio Castiglione di Forlì (Cesena-Forlì) 21 maggio 1922, Roma 10 gennaio 2009. Cardinale (da Giovanni Paolo II creato e pubblicato nel Concistoro del 28 giugno 1991). È stato Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Studi) fino al 15 novembre 1999. Dall’8 maggio 1993 è Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta • Fu nunzio in America Latina nella stagione delle dittature militari, dal 1974 fino al 1980: «È stato un periodo molto difficile; per quei popoli, e anche per coloro che hanno rappresentato la Santa Sede nei due paesi in cui c’erano dittature militari, Argentina e Cile. Si è fatto il possibile per salvare vite umane. In Cile, nella Nunziatura vivevano persone che avevano chiesto asilo per sfuggire al regime. E non era facile, perché la Santa Sede non aveva l’accordo con il governo per concedere l’asilo. Ma nonostante questa carenza alcuni di quelli che erano inseguiti, ricercati sono rimasti lì abbastanza a lungo. Il lavoro del nunzio non era facile; la Nunziatura era circondata dai “carabineros” [...] in un certo momento mi sono trovato in Argentina con alcuni presuli che erano un po’ di destra e quindi vedevano negli esponenti del regime qualcuno che poteva difendere dei valori... Ma che valori? E a che prezzo? Ma una piccola minoranza. Come la gente, d’altronde. La gente poteva anche seguire i militari, anche perché avevano avuto l’appoggio degli Stati Uniti. Ripenso a quella mia sofferta esperienza a Buenos Aires. Ma ci fu un momento in cui le due dittature si inchinarono davanti alla Chiesa, quando fra Argentina e Cile stava per scoppiare la guerra per il canale Beagle, e il Papa, a due mesi dalla sua nomina, offrì una mediazione, che poi andò in porto, per evitare la guerra [...] Si cercava di difendere quello che si poteva dei diritti umani. L’arcivescovo di Santiago quando era necessario alzava la voce, e così anche altri vescovi si comportavano nello stesso modo. Appoggiati dalla Santa Sede, naturalmente in questo [...] Mi ricordo che il Santo Padre, Giovanni Paolo II, venne a visitare quei paesi dell’America Latina. E essendo il Cile un paese così cattolico, non poteva certamente decidere di non andare in Cile. Ma non fu facile, quella visita; non era facile apparire davanti alla folla con accanto il capo dello Stato, allora. Era una nostra testimonianza sofferta; compito dei nunzi era anche quello di informare costantemente la Santa Sede su ciò che accadeva. E poi c’era l’opera di salvare persone; non in maniera eclatante o rumorosa, ma fare quello che era possibile. In questo modo molte vite umane sono state risparmiate [...]» (Marco Tosatti, “La Stampa” 12/12/2006).