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 2006  dicembre 12 Martedì calendario

Biografia di Harlan Coben

• Newark (Stati Uniti) 4 gennaio 1962. Scrittore • «[...] prolifico scrittore americano di gialli tradotti in 37 lingue che oltre ad aver venduto più di 10 milioni di copie in tutto il mondo, (entrando nelle bestseller list in Usa, Francia, Inghilterra ed Israele), è riuscito a raccogliere il plauso bipartisan di gente come Bill Clinton e Laura Bush, Bruce Springsteen e Steve Forbes, Dan Brown, (suo grande amico e compagno di college) e la Batgirl Yvonne Craig. [...] come scrive ”Publisher’s Weekly”, ”Coben si diverte a far succedere cose terribili a gente brava e normale”. ”Ai James Bond, Superman e Terminator ho sempre preferito l’eroe della porta accanto”, spiega l’autore, nato e cresciuto nel New Jersey amato e denigrato da Frank Sinatra, i Sopranos, Philip Roth e Bruce Springsteen dove vive tutt’oggi con la moglie e i quattro figli [...] ”I miei libri sono almeno in parte autobiografici – precisa ”. Tutte le scene con bambini sono tratte per filo e per segno dal mio vissuto reale”. [...] ”[...] la mia missione di scrittore è tenere il lettore sveglio tutta la notte col cardiopalma. Per poi fargli scoprire, all’alba, come va a finire”. Un’ambizione un po’ diabolica, che dopo la laurea in scienze politiche e una breve e infelice carriera nell’industria del turismo (spediva le chiassose comitive americane in trasferte discount a Roma e Firenze) l’ha spinto ad incanalare la sua debordante passione per la scrittura nel genere noir. ”Non mi interessava passare la vita ad ammirarmi l’ombelico, come si dice in gergo di certi letterati ”seri’. In altre parole: non sono un narcisista”. Il romanzo tradizionale, secondo lui, è morto. ”L’attuale era d’oro del giallo deriva proprio dal fatto che, improvvisamente, il romanzo americano serio è vuoto e superfluo. Chi ha qualcosa da dire sulla società, la politica o la famiglia oggi lo fa col thriller [...] Tutti i capolavori della narrativa in fondo sono thriller. Fedor Dostoevskij, Oscar Wilde, Victor Hugo, Alexander Dumas: non diventi una star internazionale se non sei capace di tenere il lettore col fiato sospeso”. Lui afferma di inseguire questo ”sballo adrenalinico” sin dall’infanzia. Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, Nelle pieghe del tempo di Madeleine l’Engle, La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl: ”sono questi i capolavori che un tempo rendevano insonni le mie notti”. Il suo scrittore preferito oggi? ”Philip Roth, un genio”. [...] Tra le gialliste predilige le donne: ”Da Patricia Cornwell a Mary Higgins Clark questo è uno dei pochi settori dove comandano anche tra il pubblico. Il 55% delle mie lettrici sono donne”. Un critico l’ha ribattezzato ”l’equivalente letterario di Alfred Hitchcock”... ”Condividiamo la passione per l’uomo ordinario calato nella circostanza straordinaria”. Ma nel mestiere di scrittore Coben non vede nulla di eroico. ”I tre ingredienti per diventarlo sono: ispirazione – avere una storia da raccontare ”, sudorazione – essere disposto a lavorare sodo – e disperazione – la più importante perché io non so fare altro. La musa non c’entra, mi creda”. Quando non scrive, Coben legge. ”Soprattutto opere prime di gente che spera di finire nel mio blog, come è successo al Codice Da Vinci di Dan Brown”. Brown, suo compagno all’Amherst College, aveva mandato all’amico, allora molto più famoso di lui, il dattiloscritto di cui nessuno aveva ancora sentito parlare. ”Ma non mi sognerei mai di sostenere che l’ho aiutato: il merito è tutto e solo suo”. Quand’era a Cannes per presentare il Codice, Brown ha spedito una e mail all’amico con la foto del poster di Ne le Dis à Personne, il film di Guillaume Canet tratto dal suo omonimo romanzo del 2001 che sta sbancando in Francia. ”Ecco cosa vedo dalla finestra del mio albergo – mi scrisse ”. Era la prima volta che vedevo il poster del mio film”. L’aneddoto è immortalato nel suo sito ufficiale, insieme alla foto di Bill Clinton che lascia l’ospedale di New York dopo un’operazione a cuore aperto con uno dei suoi libri sottobraccio. ”Ogni volta che pubblico un nuovo romanzo mi spedisce una lettera per ringraziarmi. il mio fan più fedele”» (Alessandra Farkas, ”Corriere della Sera” 10/12/2006).