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 2006  dicembre 12 Martedì calendario

Clerici Leonardo

• Alaeddin. 1954. «All’avanguardia, come il nonno. Ma in un’altra dimensione. Nello specifico, ”nella nuova dimensione di sintesi islamica tra scrittura divina e sacra e affermazione di forme nuove e necessarie di libertà e di contemplazione del sublime al di là...”. Tratto dal sito dell’Istituto di Skriptura, la creatura di Leonardo ”Alaeddin” Clerici, nipote di Filippo Tommaso Marinetti e unico relatore italiano alla Conferenza di Teheran sull’Olocausto. Quando il futurismo incontra l’Islam. ”Filosofo e poeta”, ci tiene a definirsi, Clerici vive tra Parigi e Bruxelles (dove dirige l’Istituto). Ma è di casa anche a Teheran. Convertito all’Islam sciita (da qui l’aggiunta di ”Aladino” al nome), lo studioso è un sostenitore della Repubblica islamica e vanta almeno un incontro con la Guida Suprema Ali Khamenei. Il suo indirizzo di posta elettronica comincia con ”holyscript”: testo sacro. Fede musulmana, ma anche dinamismo: ”La dimensione iconoclasta e metafisica dell’Islam è legata al dinamismo universale e celeste...”. C’entra il futurismo del nonno. ”Avevamo vegliato tutta la notte, i miei amici ed io sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato...”: è l’incipit del manifesto di Marinetti, pubblicato dal Figaro a Parigi, 20 febbraio 1909. Da quella ”moschea”, un secolo dopo, Clerici riparte. E ci imbastisce la sua filosofia. Così ieri, Conferenza di Teheran: il futurismo ”ha le sue basi nella filosofia iconoclasta islamica”, spiega. Il ”combattimento eroico” che Marinetti attribuiva alla X Mas (1944) – continua – ricorda la jihad, la guerra santa: ”Io mi riferisco a questa tradizione”. la conclusione. Ma la relazione comincia sul tema fissato a Teheran. In particolare si concentra su: ”Metodologia dell’Olocausto”, il titolo dell’intervento. ”Israele non esiste come Stato – dice Clerici davanti ai delegati alla Conferenza – è un’entità colonialista europea e il sionismo è puro razzismo colonialista”. Il concetto stesso di Olocausto sarebbe errato, nella sua tesi, perché si riferisce a un sacrificio a Dio. La strage di ebrei di cui si parla, invece, è avvenuta ”nell’ambito di un conflitto civile europeo”. E di tutto questo, secondo il filosofo, è responsabile ”il colonialismo giudeo-cristiano” che per sua natura è ”razzista” e che oggi è promotore di una ”lotta contro l’Islam”» (A. Cop., ”Corriere della Sera” 12/12/2006).