La Stampa 08/12/2006, pag.48 Marinella Venegoni, 8 dicembre 2006
”Siamo figli delle stelle? E io vado a Sanremo”. La Stampa 8 dicembre 2006. Roma. Dopo Dulbecco e Gorbaciov, nella parentesi intellettualistica di Fabio Fazio, al Festival di Sanremo arriva l’astrofisica Margherita Hack
”Siamo figli delle stelle? E io vado a Sanremo”. La Stampa 8 dicembre 2006. Roma. Dopo Dulbecco e Gorbaciov, nella parentesi intellettualistica di Fabio Fazio, al Festival di Sanremo arriva l’astrofisica Margherita Hack. O meglio, ci prova. L’illustre scienziata toscana compare infatti come autrice del testo di Questo è il mondo, una delle 800 canzoni della sezione Giovani che si sono riversate in questi giorni sul tavolo di Pippo Baudo, che potrà sceglierne solamente 9. Questo è il mondo è un trattatello fulmineo dei progressi della scienza ma anche dei mali dell’umanità nell’ultimo secolo: elenca prodigi come la conquista della Luna, la clonazione, la maternità in età avanzata. Cita Jules Verne. Fa sfilare il nazismo, le vergogne razziali e Mani Pulite. La musica è di un ventottenne che ci mette pure la voce, Stefano Pais, che lavora in un McDonald’s a Roma. Lui ci spera molto. Lei dell’esclusione non farebbe una malattia. Al telefono dalla sua casa di Trieste, risponde su questa inedita esperienza con divertita ironia. Gentile professoressa Hack, com’è che rischia di finire come autrice fra i giovani al Festival di Sanremo? «Conosco Stefano da parecchio tempo. A lui interessano i miei libri. Ho scritto per fargli un piacere, non è che a me interessi molto...». Quanto ha insistito Stefano per avere il suo testo? «Abbastanza. Siccome in fondo mi costava poca fatica, trattandosi dei miei argomenti, l’ho scritto». E’ stato facile? «Beh sì. Non è che sia una gran metrica. Ho scritto come so fare io». Ha già ascoltato la canzone finita? «Non sono esperta di musica. Dico solo che è ritmata e mi piace. Siccome ho poco orecchio, mi piacciono i ritmi.... Lei conosce Battiato? C’è una parte del suo testo che lo ricorda. «Non personalmente. Non ascolto». Lei ha scritto un compendio veloce dei progressi umani. «Sono temi di cui ho già parlato. Mi affascina pensare all’enorme progresso dell’ultimo secolo». E’ ancora un’epoca di progresso? «Si va sempre avanti. Anche la tecnologia progredisce sempre, permette di vedere di più. Ma poi, quand’è che son stati bei tempi? Quando c’erano il nazismo e il fascismo, era molto peggio in assoluto. In fondo s’è goduto di un lungo periodo di pace, c’è una democrazia diffusa nei paesi industrializzati, che nella prima metà del ”900 non c’era. Prima ancora l’umanità era molto più feroce di oggi: erano più diffuse la pena di morte e la tortura. C’è stato un progresso etico». Lei ha mai seguito Sanremo? «No. Credo neanche quest’anno: l’è tanto noioso. Di solito in tv guardo i dibattiti, Ballarò, Santoro, Mi manda Raitre e anche i polizieschi: mi piace molto il Commissario Rex». Sa chi sono Baudo, Michelle Hunziker, Piero Chiambretti? «Baudo lo so per forza: anche se uno non lo vuol sapere lo sa. Chiambretti lo conosco anche personalmente, ho fatto Il laureato con lui. Della ragazza, non so nulla». E se Baudo non prendesse Stefano Pais? «Mi spiacerebbe per lui». Farebbe volentieri la senatrice a vita? «Sarebbe un grande onore ma anche un grande onere. Questo è un governo che merita d’esser salvato. Si litiga tanto, ma non si dicono le cose buone: purtroppo non hanno saputo comunicare, non ci si ricorda che Berlusconi le tasse le aveva diminuite ai ricchi e lasciate ai poveri». Marinella Venegoni