Luca Iezzi, La Repubblica, 10/12/2006, pg. 6, 10 dicembre 2006
Circa 15 miliardi di euro sono bloccati in migliaia di conti correnti nelle banche italiane: si tratta di quei depositi non più reclamati o utilizzati, il cui proprietario è deceduto senza eredi
Circa 15 miliardi di euro sono bloccati in migliaia di conti correnti nelle banche italiane: si tratta di quei depositi non più reclamati o utilizzati, il cui proprietario è deceduto senza eredi. Ora il governo vorrebbe utilizzarli per assumere a contratto 300 mila dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali da anni precari. Non sarà comunque semplice. Aveva già tentato all’epoca Giulio Tremonti, quand’era ministro dell’Economia. Ma sull’individuazione esatta del patrimonio non si sono fatti passi avanti e il regolamento attuativo non è mai approvato in modo definitivo. Due i requisiti da rispettare: che il conto non sia movimentato dal almeno 10 anni (prima erano 15) e l’obbligo di fare almeno un ultimo tentativo per rintracciare il proprietario o i suoi eredi. Nei desideri di Tremonti, i primi beneficiari dei ”conti dormienti” dovevano essere i possessori d’obbligazioni Parmalat, Cirio e dei bond argentini, come risarcimento tangibile dei cattivi consigli delle banche. Nessuno però ha ricevuto alcunché. Ora l’istituzione del fondo per i precari dovrebbe sbloccare la vicenda.