Paolo Rossi, La Repubblica, 07/12/2006, pg. 64, 7 dicembre 2006
Il nuovo pallone da basket ”Never Flat” (e con esso i sette palloni fratelli, tutti Spalding, tra cui ”Infusion”, ”Jersey Ball” e ”Rucker Game”) è stato bocciato dai big dell’Nba americano, poiché feriva e guastava le mani dei giocatori
Il nuovo pallone da basket ”Never Flat” (e con esso i sette palloni fratelli, tutti Spalding, tra cui ”Infusion”, ”Jersey Ball” e ”Rucker Game”) è stato bocciato dai big dell’Nba americano, poiché feriva e guastava le mani dei giocatori. Marcia indietro del ”commisioner” David Stein, che si accolla la colpa di frettolose decisioni e, soprattutto, di non aver fatto testare il prodotto ai diretti interessati. Se le ammissioni di responsabilità sono quasi un caso nel mondo dello sport, modifiche, proteste e malcontenti sono comuni un po’ a tutte le discipline. Basti ricordare il ”Teamgeist”, il pallone ufficiale di Germania 2006, o del ”Fevernova” nel 2002 (Buffon lo definì ”una pallina matta”). Grazie all’ingrandimento della palla, i campi indoor del tennis sono oggi fortunatamente più ”lenti”, con tutto di guadagnato per giocatori e spettatori. Nel volley, gonfiare i palloni a una pressione più bassa ha portato a schiacciate meno imprendibili e a maggior gioco sotto rete. Palline più grosse nel ping pong, per rendere visibili colpi che filano a 150 km orari. Ma gli scambi tra giocatori si sono ristretti e il gioco è diminuito. Nel baseball, invece, vietato cambiare mazze e palle: pena inficiare i record del passato, vere leggende. Senza compromessi il badminton: per il volano occorrono sedici piume di un tipo d’oca cinese, prelevate da uno specifico punto del loro didietro.