Massimo A. Alberizzi, Corriere della sera 9/12/2006, 9 dicembre 2006
Un po’ giustizieri, un po’ banditi La sigla Mend riunisce 50 gruppi DAL NOSTRO INVIATO NAIROBI – Niger Delta People’s Volunteer Force, Egbesu Boys (Egbesu è il dio della guerra), Ijaw National Congress, Ijaw Youth Congress
Un po’ giustizieri, un po’ banditi La sigla Mend riunisce 50 gruppi DAL NOSTRO INVIATO NAIROBI – Niger Delta People’s Volunteer Force, Egbesu Boys (Egbesu è il dio della guerra), Ijaw National Congress, Ijaw Youth Congress. Sono alcune delle 50 sigle riunite attorno al Mend (Movement for the Emancipation of the Niger-Delta) che proprio il giorno dell’attacco al terminale di Brass ha concluso il suo congresso clandestino a Warri. Spina dorsale del movimento è la comunità Ijaw, 14 milioni di persone sparse in sei stati ricchissimi di petrolio: Ondo, Edo, Delta, Bayelsa, Rivers e Akwa Ibom. Dall’apertura dei primi pozzi, nel 1958, le compagnie petrolifere – l’anglo-olandese Shell, la francese Elf, l’americana Chevron e l’italiana Agip – sono accusate di collusione con le dittature militari. Mentre alcuni gruppi denunciano la squilibrata ripartizione delle risorse tra una casta di Paperoni e una stragrande maggioranza di ultrapoveri, e giustificano così la loro battaglia contro le multinazionali, altri gruppi non rinunciano a estorsioni e sequestri al solo scopo di incassare denaro. Alhaji Asari Dokubo, di cui i rapitori degli italiani hanno chiesto la liberazione, è uno dei fondatori del Mend. La popolazione locale lo vede come un eroe, il governo (e le compagnie petrolifere) come un bandito. Lui dice di ispirarsi a Mandela ma anche a Bin Laden. Alla fine del Congresso, giovedì, i dirigenti del Mend hanno deciso di partecipare in qualche modo alle elezioni presidenziali del prossimo aprile, appoggiando l’ex generale Buba Marwa, che il 2 dicembre ha firmato il Manifesto sull’emancipazione dei popoli del Delta.