tutti i giornali 8 dicembre 2006, 8 dicembre 2006
Giovanni Giuliano, napoletano di anni 31, figlio prediletto di Luigi detto ”Lovigino ’o rre”, ex boss di Forcella che nel 2002 s’era fatto collaboratore di giustizia rivelandosi in quel ruolo assai loquace, tanto che i camorristi della sua generazione, nel giro di qualche mese, finirono a mucchi in galera
Giovanni Giuliano, napoletano di anni 31, figlio prediletto di Luigi detto ”Lovigino ’o rre”, ex boss di Forcella che nel 2002 s’era fatto collaboratore di giustizia rivelandosi in quel ruolo assai loquace, tanto che i camorristi della sua generazione, nel giro di qualche mese, finirono a mucchi in galera. Quando il padre volle pentirsi, il figlio in principio si schierò dalla sua parte e partì con la famiglia per un luogo segreto. Ben presto tuttavia si stufò di quella vita, rinunciò alla protezione e tornò nella vecchia casa napoletana pur sapendo che tutto era cambiato: i gregari di un tempo erano in carcere o s’erano trovati un lavoro in altri clan, quelli rimasti a Forcella non contavano più nulla e lui, da figlio onnipotente del boss, s’era ridotto al rango di guappo di quartiere. Appassionato di biliardo, spesso giocava al circolo ”Club Napoli” in via Sant’Arcangelo a Baiano. Ci andò pure nella serata di martedì 5 dicembre, quando due killer, il volto celato dai caschi da motociclista, piombarono nel locale e gli spararono addosso quattro colpi di pistola: uno si conficcò in testa, un altro nel collo, gli altri due petto. Ad ammazzarlo sarebbero stati quelli del clan Mazzarella, signori dell’ex regno dei Giuliano, forse per vendicarsi del padre chiacchierone, forse perché il defunto intendeva rimettere in piedi la cosca con l’idea di riprendersi Forcella. In quegli stessi minuti, a Torre Annunziata, altri sicari, in un altro circolo ricreativo, sparavano una raffica di colpi che ferì gravemente tre persone: Luigi Bottillo di anni 32 (probabilmente il bersaglio dei killer), Michele Tuccillo di anni 24 e Antonio Liotta di 26 (anche qui s’è trattato di guerra di camorra, tra la cosca dei Gionta, quella dei feriti, e la cosca dei Gallo).