Flavio Vannetti, corriere della Sera 8/12/2006, pagina 54., 8 dicembre 2006
Alberto Tomba Corriere della Sera, venerdì 8 dicembre Quale regalo si farà? Una speranza. Legata a un oggetto speciale, che non ha, ma che vorrebbe
Alberto Tomba Corriere della Sera, venerdì 8 dicembre Quale regalo si farà? Una speranza. Legata a un oggetto speciale, che non ha, ma che vorrebbe. Questa cosa l’ha sognata, Alberto Tomba. E se l’è scordata. Ma il trillo del cellulare scuote la memoria: «Ecco, l’ho scritto qui, in un messaggio. Vorrei il pettorale numero 1 del gigante di Calgary, la mia prima vittoria olimpica. Ho quello dello slalom, l’altro no: qualcuno se l’è preso. Lancio un appello: restituitemelo». Questo è il dono per i 40 anni che compirà il 19 dicembre, nato nel segno del sagittario. Allora, «Mister X», coraggio: faccia contento il campione più campione che abbiamo avuto sulle nevi, un eterno giovane che sta ormai cementando la sua dimensione di uomo. Alberto, ci vuole una filastrocca delle sue per i 40 anni in arrivo... «Quaranta son troppi...». Manca la rima... «Quaranta, il gallo canta. No, facciamo così: quaranta, la voglia di rivincere è tanta». Torna allora alle gare? «No, si scherza, è ovvio. Però i 40 me li sento come i 30 di ieri». Che cosa farà Tomba da grande? «Mah, nell’età adulta ci sono già. Adesso ho scoperto la passione per le compravendite immobiliari. Affari con i muri: sono sempre un bel modo per investire, anche quando di mezzo ci sono le ristrutturazioni». Meglio il calcestruzzo o le scioline? «Con il calcestruzzo non mi ci voglio cimentare, anzi... cementare. Ma sì, mi sto divertendo, sto imparando, anche se come tutte le cose di Alberto, i ”’contro’’ sono più dei ”’pro’’». Vale a dire? «Se compero in Italia, come minimo tutto raddoppia». Ovvio, è la popolarità. «Sì, ma il prezzo è un po’ alto». Allora dobbiamo ormai aspettarci un Tomba in versione manageriale? «Per ora è solo un hobby. Però mi piace e io sono uno che vive di passioni. Poi, ed è un aspetto importante, in questo modo curo personalmente i miei interessi,anche se al mio fianco c’è sempre Laura Lelli a darmi una mano». vero che, silenziosamente come ha fatto Schumacher, Tomba ha donato tanti soldi in beneficenza? «Io non vado in tv a farmi pubblicità e le mie cifre sono ben diverse da quelle di Schumacher». Non ci racconterà che lei è povero... «Voglio solo dire che F1 e sci sono due pianeti ben distanti... Quanto alla beneficenza, non ne faccio un uso personale: ho sempre lasciato agli uffici stampa delle varie associazioni il compito di spiegare la mia presenza». Quarant’anni: è tempo di sposarsi. «Mah... Io giro per il mondo, poi non trovo ragazze che abbiano certi ideali. Quelli di un tempo, intendo...». Ma Tomba oggi è fidanzato? «Ero fidanzato ieri e... domani». Si è mai immaginato a fare il papà? «Il papà? Vedo i miei amici e noto che non è semplice... Anzi, non ho tempo nemmeno per vedere loro, gli amici». Sciupafemmine e quanto, fin qui? «Rispetto a quelli che frequentano certi locali o a quelli delle p.r., zero o quasi; o un decimo, tié. Mi hanno attribuito flirt con ragazze che nemmeno conoscevo, fate un po’ voi». La paletta esposta per farsi largo nel traffico di Cortina; la coppa tirata al fotografo; il passaporto ritoccato nella data perché scaduto: quale cosa non rifarebbe? «Potrei polemizzare e dire che ero carabiniere, che dovevo arrivare al più presto a Cortina perché facevo lo sciatore agonista e non il fruttivendolo; oppure ricordare che il fotografo... Ma no, via, lasciamo perdere: sono cose che dovevano capitare. Diciamo che non rifarei quello scarabocchio sul passaporto; lo rinnoverei prima e me ne andrei in vacanza». «Alex l’ariete», invece, lo rifarebbe? «Non era semplice quella parte: c’erano scene in cui urlavo, altre in cui dovevo commuovermi; poi, mica è facile baciare una donna davanti alla troupe che guarda. Però il finale del film era buono, mi ero impratichito nel girare le scene. Io non recito, sono serio e naturale». Perché quel cabarettista, Gioele Dix, la imitava e la sfotteva? «Boh? Però mi divertiva, è venuto pure a casa mia. Ma io non ho mai detto ”’bella gnocca’’; al massimo, ”’bella bimba’’». A Girardelli un giorno disse: «Spicciati perché oggi ti sorpasso». Da dove nasceva tutta questa forza mentale? «Dalla capacità di sdrammatizzare. Però, ohi, il cuore batteva anche a me: non è semplice stare lassù e aspettare il via. E batteva pure dopo le vittorie». Tomba ha mai pianto dopo una sconfitta? «No, mai». Lo sa che all’inizio, nei giornali, si diceva: come si fa a mettere nei titoli uno che si chiama così? «Per via del camposanto? Beh, poi ha funzionato e mi ha portato pure fortuna: Tomba la Bomba suona bene». Confessi: ora può ammettere che si è ritirato troppo presto. «Avrei potuto lasciare già nel 1996. Ma sul piano fisico sarei stato in grado di arrivare almeno fino a Salt Lake City 2002. Ero solo contro tutti, se mi avessero lasciato in pace...». Il quarantenne Tomba che cosa pensa del suo Paese? «L’Italia? Un bel posto, ma dovremmo copiare alcune cose da altre nazioni, soprattutto quelle europee». Nella Finanziaria avrebbe messo la tassa sui Suv? «Io ho la jeep... Però di politica non parlo». Quanto costa un litro di latte? «Da un euro e mezzo a due. Io prendo sempre quello della bioagricoltura, parzialmente scremato». Tomba fa dunque il «massaio»? «Scherzate? Amo fare la spesa...». Anche per i vestiti fa tutto da solo? «Uso quello che ho da anni. Il look? In base a dove sono: posso passare dalla classe economica alla ”’first’’». Calciopoli l’ha schifata? «Ma già si sapeva come girava il fumo... Senza togliere nulla ai calciatori, ormai siamo andati oltre ogni limite. Allo stadio non vado più, ma è in generale tutto lo sport che deve rifondarsi su basi più genuine». Torino 2006 e il ruolo di tedoforo... «Non ho acceso il tripode, ma ho ”’aperto’’ lo stadio: va bene così...». A Vancouver 2010, invece... «... chiuderò io la staffetta. Me l’hanno già chiesto: in Canada, a 20 anni, ho vinto due ori». «Sì, perché scelgo le cose, decido io. E mi sento maturo». Flavio Vannetti