Imma Vitelli, Vanity Fair 14/12/2006, pagina 152, 14 dicembre 2006
Sex and the Sciiti. Vanity Fair, giovedì 14 dicembre Da qualche tempo, si leggono sulla stampa araba annunci curiosi
Sex and the Sciiti. Vanity Fair, giovedì 14 dicembre Da qualche tempo, si leggono sulla stampa araba annunci curiosi. Uno era l’altro giorno sul quotidiano Al Sharq Al Awsat: «Giovane religioso 29 anni, che lavora negli Emirati, cerca un matrimonio segreto ragazza di buona tribù, età 14-19». E’ l’ultima tendenza dei musulmani: le nozze di nascosto. Molti occidentali dal cuore beduino ci metterebbero la fima, e alla fine il perché sarà chiaro. Al momento il misyar, questo il nome in arabo, va forte nei Paesi del Golfo e in Egitto, dove è diffuso il credo che l’amore libero sia roba da Far West, un peccato tremendo. Per questo è utile, pare: evita arrosti all’inferno ed esplosioni di testosterone. Inoltre, ha indubbi benefici per gli uomini. Non comporta impegni, niente festa, niente vita comune, né sostegno economico. Solo briciole, ovvero le visite dello «sposo» a sua discrezione. Se poi lei tradisce il segreto, o rimane incinta, lui naturalmente prende il volo; cosa che farà comunque alla fine, poiché questa è la natura del rapporto: passeggera. CAIRO CAPITALE DEL SESSO VIRTUALE. Il misyar è un pacco dono degli ulema dell’Istituto della legge islamica, che ha sede alla Mecca, la città della Pietra Nera, la più sacra. Sono stati loro a legalizzarlo, con una fatwa (un editto religioso), preoccupati dall’andazzo generale. La fede per queste dune è uno stile di vita, e non è uno stile molto sano. Più repressi degli arabi forse sono solo gli afghani. E la repressione genera trasgressione. Google Trends, un nuovo servizio web del motore di ricerca, ha constatato l’ovvio: i più ossessionati dal sesso sono quelli che lo fanno meno. La città in cui si digita più spesso la parola sex è Il Cairo. I Paesi in cui si ricercano di più boy and sex, oppure man and boy and sex, sono tutti islamici: Pakistan, Iran, Arabia Saudita ed Egitto. Chiunque abbia viaggiato per queste lande sa che le capitali mondiali dell’omosessualità non sono nel Far West; si chiamano Kandahar e Jeddah. Nelle società segregate, si fa con ciò che si ha a disposizione. DOPO LA LAUREA, LA MOGLIE «UFFICIALE» Questo era e rimane l’andazzo, e per questo sono scesi in campo i predicatori col pacco dono. Le femministe, come di consueto, hanno abbaiato e gli imam, come di consueto, se ne sono infischiati. Lo ha fatto pure Yusuf Qaradawi, l’eminenza dei Fratelli Musulmani, dagli schermi di Al Jazeera: «E’ tutta colpa della stampa! Parla della poligamia come se fosse la pena di morte! E come può, l’uomo, dire alla prima moglie che ha un’altra? Mica le vuole male. E allora glielo nasconde, per il suo bene, per proteggerla, per il suo bene, per proteggerla, per evitarle un attacco di cuore». Testuale. Ma ingannevole. Giacché il matrimonio segreto è pensato per i più giovani, per chi, insomma, famiglia ancora non ha. Si è scatenata subito una fiera: la più nota agenzia matrimoniale di Riad riceve centinaia di richieste al giorno; stessa ressa negli Emirati e al Cairo. A chiamare sono per lo più ventenni frustati, alla ricerca di spose segrete che scadranno come il latte il giorno della laurea, quando i genitori presenteranno loro le vergini che dovranno, per davvero, maritare. SOPRACCIGLIA PECCAMINOSE Le quali vergini hanno un bel daffare a rimanere tale. Come in Sicilia in un passato non remoto, l’imene è il simbolo dell’onore e mica solo della fanciulla: dell’intera stirpe. Qualsiasi attività che possa minacciarla, dalla bicicletta al cavallo alla ginnastica, è mamnua, vietata, come molte altre cose. Tutte queste cose vietate alle ragazze sono state raccolte in una bizzarra collezione da una casa editrice di Riad, la International Islamic Publishing House. Il libro s’intitola Fatawa (plurale di fatwa) e ha l’ambizione di elencare «le regole essenziali per ogni donna musulmana». Lo firmarono i più influenti predicatori d’Arabia, tipi come Muhammed ibn Ibrahim, Abdullah ibn Baaz, Muhammed ibn Saleeh Uthaymeen, tutti assieme molto più potenti della Conferenza episcopale. E che cosa hanno stabilito questi signori? Per esempio, che «se la donna fa un sogno erotico e inumidisce il letto, si dovrà fare un bagno: qualunque cosa fuoriesce dal corpo, a parte lo sperma, è impuro». Altri esempi? « vietato farsi le sopracciglia... parlare al telefono con gli estranei... ascoltare la musica... farsi crescere le unghie e mettersi lo smalto». LE «POSIZIONI»? TUTTE LECITE, TRANNE UNA Il bello, anzi il brutto, è che buona parte di queste superstizioni sono attribuite al Profeta Maometto, nonostante sia stato egli un amante delle donne. Un edonista, persino: ne sposò 12, tra cui una imprenditrice di 15 anni più vecchia, cui fu fedele fino alla sua (di lei) morte. Fu, secondo più fonti, un uomo galante, per niente intimorito dalla sessualità femminile, che amò «i profumi e la preghiera». Ci sono ulema, da lui ispirati, convinti che fare all’amore sia una forma di adorazione divina e per questo saranno premiati da Allah. Di uno di loro si favoleggia ancora molto, in Libano: si chiamava Said Shabaan, era di Tripoli, e pare sia morto di Viagra durante un acceso convegno amoroso. Di sesso si parla molto negli Hadith, i detti attribuiti al Profeta, e anche nel Corano. Gli sposi sono incoraggiati a darci dentro: «Tutto è legale, salvo la penetrazione anale». Non è nota altra restrizione. SE LEI DICE «NO» Sul coito interrotto, Maometto stabilì che si poteva fare, ma solo con il consenso della moglie, onde evitare crudeli «sabotaggi». Esiste una giurisprudenza medioevale sul diritto all’orgasmo delle signore; peccato che questi ottimi insegnamenti siano andati persi nel deserto. Un libro, di Abu Hamid al-Ghazali, sull’Etichetta del matrimonio, detta la linea, e la condotta, del Profeta e quindi di tutti i musulmani: «Non vi abbatterete come animali sulle vostre mogli; ci sarà in mezzo un emissario». Un emissario? «Il bacio, e le dolci parole». Nel caso l’missario dovesse non funzionare, e la sposa ricorrere all’emicrania, allora «gli angeli la malediranno fino al mattino». Peggio: «Quando un uomo manda a chiamare la donna, lei dovrà accorrere, sempre, anche se sta facendo il pane». Dotti interpreti hanno poi rivelato il profondo significato di questo Hadith, e cioè che quando il maschio la vuole, lei gliela deve dare. Imma Vitelli