7 dicembre 2006
La Basf, colosso tedesco della chimica, ha modificato geneticamente una patata per aumentare la resa dell’amido da utilizzare a fini industriali
La Basf, colosso tedesco della chimica, ha modificato geneticamente una patata per aumentare la resa dell’amido da utilizzare a fini industriali. Il suo nome è EH92-527-1 ma tutti la chiamano già superpatata. L’Europa non sa ancora se sia il caso di coltivarla nei nostri campi perché teme che possa finire in tavola. Per realizzarla gli scienziati usano un gene marker resistente a un particolare antibiotico, alla fine della manipolazione il gene marker viene eliminato: qualora questo non dovesse accadere, dicono gli ambientallisti, la sua presenza nella pianta e nel terreno potrebbe avere effetti su uomini e animali, rendendoli resistenti agli antibiotici usati a scopo medico. Qualche giorno fa, invece, il ministro dell’Agricoltura inglese ha approvato la coltivazione di un altra patata transgenica capace di resistere alla peronospora, un malanno che costa agli agricoltori tre miliardi l’anno fra raccolti perduti e fungicidi. Gli scienziati hanno scoperto che i tuberi immuni hanno almeno un gene in più rispetto a quelli che contraggono la malattia, quel gene è stato isolato e insieme con un altro preso nelle patate selvatiche ne hanno generata una tutta nuova.