Goffredo De Marchis, la Repubblica 6/12/2006, pagina 6, 6 dicembre 2006
Anna Serafini, toscana del Monte Amiata, sposata con Piero Fassino dal 1993, politica di professione pure lei, dice che il marito è «intelligente e molto in sintonia con la vita, ha un tratto di leggerezza»
Anna Serafini, toscana del Monte Amiata, sposata con Piero Fassino dal 1993, politica di professione pure lei, dice che il marito è «intelligente e molto in sintonia con la vita, ha un tratto di leggerezza». Il loro amore nacque con una lettera di condoglianze che Fassino le scrisse quando era il suo capo al dipartimento esteri: «Subii un lutto gravissimo, la morte di mio padre. Lui, che aveva perso il suo a quindici anni, mi scrisse un messaggio molto bello, mi colpì molto». La Serafini lasciò l’incarico e sposò il futuro segretario. La cosa, naturalmente, le ha sempre creato problemi nel lavoro: quando s’è candidata al Senato s’è parlato di corsie preferienziali («Hanno cercato di cancellare tutta la mia vita politica, mi sono sentita ferita e indifesa»), soffre ogni volta che la definiscono «moglie di», dice che «le individualità non possono essere compresse», fa notare che se non ha nessun incarico di governo o in segreteria di partito «è perché si dà per scontato che due persone sposate non possono avere ruoli di primo piano». Racconta che Fassino, in privato, è quello che in cucina «non sa da dove iniziare» malgrado l’educazione a fare da solo impartita dai gesuiti. Però «apparecchia e sparecchia perché è una Bilancia ed effettivamente ha gusto». E non fa tante storie: «Uno dei motivi più seri per cui l’ho sposato è la sua allegria».