Enrico Zambruno, La Stampa 5/12/2006, pagina 60., 5 dicembre 2006
Filippo Magnini. La Stampa, martedì 5 dicembre Corta o lunga, non fa differenza. Per Filippo Magnini la vasca è sempre la stessa, poco importa la lunghezza
Filippo Magnini. La Stampa, martedì 5 dicembre Corta o lunga, non fa differenza. Per Filippo Magnini la vasca è sempre la stessa, poco importa la lunghezza. L’imperativo è vincere, ogni volta, perchè il regno cominciato nel 2005 ai Mondiali di Montreal deve continuare. Un altro tuffo, un’altra storia. Giovedì ad Helsinki cominciano gli Europei in vasca da 25 metri: un anno fa, Superpippo a Trieste nei 100 stile libero mise tutti in fila centrando il primato europeo, 46"52. Ogni anno trova nuove vette da scalare. Gli manca solo l’Olimpiade. Conquistata quella, forse poi penserà al record del mondo. Prima di Pechino c’è ancora tanta strada da fare. Chilometri, medaglie, esultanze. Già, perchè come succede con Valentino Rossi le feste post-vittoria di Magnini stanno diventando un’attrazione. Pippo è di Pesaro, Vale di Tavullia: vicini di casa, si conoscono e si stimano. E vincono. Magnini, cosa chiede a questi Europei? «Una bella vittoria, in modo da arrivare ai Mondiali di Melbourne carico a mille. Nuoterò 100, 200 e le staffette. Non sono in forma da record, quest’anno la preparazione è tutta impostata su marzo. Il mio obiettivo è fare il bis iridato». Pieter Van den Hoogenband non ci sarà: contento? «Al contrario, sono dispiaciuto. Speravo in un suo ripensamento, ma a quanto so ha deciso di non partecipare. Con lui le gare sono speciali, è un grande avversario. A Budapest, agli ultimi Europei in vasca lunga, la gente si è divertita a vederci lottare fino all’ultima bracciata». In Ungheria tra voi due si infilò Nystrand: è lui l’avversario più pericoloso? «Sì, senza dimenticare Draganja e Bousquet». Ha già pensato all’esultanza in caso di vittoria nei 100? «Se tutto andrà bene, mi ispirerò ad un altro sport. Non aggiungo altro, se no che sorpresa è?». Cosa ne pensa del Rosolino ballerino? «Max ha fatto bene. Ha vinto tutto, deve trovare anche altri stimoli oltre al nuoto. Deve pensare al suo futuro, e il mondo dello spettacolo sembra fatto apposta per lui». Lei ci pensa mai al piccolo schermo? «La scorsa settimana ho visto Del Piero a Le Iene. Ecco, questo è il programma che fa per me. Divertente, scanzonato, ironico. Sì, mi ci vedrei proprio bene. Se mi invitano, ci vado. E di corsa». A proposito di iene, lei lo è in acqua? «No, piuttosto mi sento più una pantera. Una pantera elegante, mi piace mettermi in mostra. E soprattutto, ho un’enorme fame di vittorie». Magnini, come gestisce la pressione? «Dopo il Mondiale vinto a Montreal talvolta ho fatto fatica, da me tutti si aspettano solo record e successi. Ora è diventata un’abitudine». A settembre parlò dei disagi di voi nuotatori, delle differenze con sport come il calcio. Ne è ancora convinto? «Risponderò dopo questi Europei, sperando che l’organizzazione finlandese sia migliore di quella ungherese. Dai trasporti alla scelta di gareggiare all’aperto mentre pioveva a dirotto, fu un totale disastro». Chi è Filippo Magnini, oggi? «Un ragazzo che dà tutto quando nuota e cerca di divertirsi. Sono cresciuto molto negli ultimi anni, sono molto più maturo. La scorsa stagione ho avuto qualche tentennamento, il male alla spalla mi ha messo un po’ in difficoltà. Ma i momenti neri ti aiutano a crescere. E quando li superi, sei più forte. Ho dovuto riscoprirmi, lentamente. Ora è passato tutto, sono felice». Enrico Zambruno