Varie, 6 dicembre 2006
MAZZARELLA
Ciro Napoli 1950. Camorrista. Catturato in Spagna nel 2002, a fine 2006 è stato scarcerato per scadenza dei termini di detenzione preventiva (malgrado una condanna in secondo grado a 6 anni e mezzo per associazione per delinquere e contrabbando di sigarette) • «[...] Anche se non è mai stato riconosciuto colpevole di associazione per delinquere di stampo camorristico, i magistrati lo ritengono un boss: il re del contrabbando, in grado di spostare in un giorno capitali vertiginosi da una banca all’altra, in mezzo mondo. [...] per gli amici ”’o scellone” [...] La storia di Ciro Mazzarella, ex detenuto ritornato in libertà nonostante due condanne, comincia con l’arresto il 20 giugno 2002 in Spagna. La polizia gli notifica due ordinanze di custodia cautelare della procura di Napoli: la prima riguarda una condanna definitiva a 4 anni e un mese di carcere per contrabbando, falso e altri reati minori; la seconda ipotizza accuse più pesanti, associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al contrabbando e alle estorsioni. Estradato in Italia un anno dopo la cattura, ”’o scellone” compare davanti ai giudici nel novembre 2004. Il pm chiede una pena esemplare, 18 anni. Secondo l’accusa Mazzarella è il capo di un’organizzazione specializzata nel traffico di sigarette fra l’Italia, la Svizzera, il Montenegro e la Spagna, macinando milioni che finiscono in banche di molti Paesi. La sentenza pronunciata nel settembre 2005 è ben più mite. Mazzarella è assolto dai reati più gravi, associazione mafiosa ed estorsione, e condannato a 6 anni e sei mesi per gli altri due: un bel risultato, visto che l’accusa ne ha chiesti più del doppio. Nel marzo 2006 inizia il processo d’appello che si conclude dopo un mese, con la conferma del verdetto di primo grado. Resta l’ultimo giudizio, quello in Cassazione, che l’uomo indicato come uno dei capi del contrabbando internazionale affronterà da libero cittadino. Perché? Mazzarella ha un avvocato attento, Antonio Morra, che si premura di calcolare con esattezza i termini della scadenza della custodia cautelare. Se i magistrati sono convinti che i tempi debbano essere calcolati a partire dell’avvenuta espiazione dell’altra condanna, cioè quella a 4 anni e un mese passata in giudicato, il penalista sostiene che quei tempi decorrano in realtà dal giorno dell’arresto. Presenta una richiesta di scarcerazione per il suo cliente, e la spunta. ”’O scellone” può tornare a Napoli, e la giustizia dichiararsi ancora una volta sconfitta. Bisognerà attendere il verdetto della Cassazione per stabilire se Mazzarella ritornerà in carcere. Ma chi può sapere con certezza se quel giorno si farà trovare a casa? [...]» (Fulvio Milone, ”La Stampa” 6/12/2006).