Paola De Carolis, corriere della Sera 5/12/2006, pagina 21., 5 dicembre 2006
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Phonetics la regina Elisabetta non parla più l’inglese raffinato di una volta: oggi la sua pronuncia, scesa di un paio di gradini sociali, è identica a quella dell’Inghilterra bene
Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Phonetics la regina Elisabetta non parla più l’inglese raffinato di una volta: oggi la sua pronuncia, scesa di un paio di gradini sociali, è identica a quella dell’Inghilterra bene. Jonathan Harrington, professore di fonetica presso l’università di Monaco, ha analizzato i discorsi di Natale della sovrana dal 1952 ad oggi: «Il cambiamento è stato molto lento, ma c’è stato». A distinguere il lord dal semplice signore in inglese sono sempre state le vocali. Le consonanti, e le acca in particolare, riguardano le classi più basse. E mentre le t e le elle della sovrana sono rimaste uguali, le a sono quasi irriconoscibili: all’inizio del suo regno erano strette sino a somigliare alla e, oggi sono tornate a essere semplicemente a. Un esempio: «Nel 1952 la regina avrebbe parlato di "thet men in the bleck het". Oggi direbbe più comunemente "that man in the black hat"». Dietro la trasformazione, secondo il professor Harrington, non c’è alcun desiderio di abbattere barriere sociali. «Il nostro studio dimostra che tutti contribuiamo a modificare i suoni della nostra lingua, che ci piaccia o meno. La regina ha cambiato il modo in cui parla proprio come il resto dell’Inghilterra meridionale, la comunità in cui vive». Kenneth Rose, storico e biografo reale, dice che Elisabetta conosce anche i nuovi accenti dei giovani: «Qualche anno fa mi capitò di sedere accanto a lei per il tè. Mi confidò che alcuni suoi nipoti parlavano "estuario", ovvero l’inglese di chi vive non a Buckingham Palace ma dove il Tamigi sfocia nel Mare del Nord, con gli scaricatori di porto e i venditori di pesce».