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 2006  dicembre 04 Lunedì calendario

Paul Burrell, ex fidatissimo di lady Diana, continua a far soldi a palate svelando segreti sulla vita sentimentale della defunta

Paul Burrell, ex fidatissimo di lady Diana, continua a far soldi a palate svelando segreti sulla vita sentimentale della defunta. L’ultima chicca, a nove anni dalla morte, arriva in un libro di ricordi dal titolo ”Nos plus belles années”: per Diana Dodi Fayed era solo un trastullo utile a far ingelosire il suo vero amore, un cardiologo pakistano di nome Hasnat Khan che abita a Londra e lavora al Brompton Hospital. A detta di Burrel, la principessa l’andava a trovare nel cuore di notte con indosso solo la pelliccia e spesso, nella catena di farmacie Boots, acquistava test di gravidanza («forse sperava di rimanere incinta»). Nel 1996 fece un viaggio in Pakistan, motivo ufficiale una visita all’ospedale pediatrico di Imran Khan, marito della sua grande amica Jemima Khan (ora compagna di Hugh Grant): «In realtà aveva attraversato mezzo mondo per conoscere la madre di Hasnat e strapparle il permesso a una possibile unione». A un certo punto lady D chiese a Burrell di consultare il parroco di casa Windsor, il reverendo Tony Parsons, per accertare se un matrimonio, anche privato, si poteva fare. Il parroco disse di no, lei non si arrese e cominciò a prepararsi all’idea delle nozze civili. Khan tuttavia non solo non le chiese mai di sposarlo ma nel 1997 troncò la relazione, per varie ragioni: non sopportava l’idea di cambiare vita e diventare un personaggio pubblico; la sua nuova fama avrebbe influito negativamente sul suo lavoro, eccetera. Ma Diana continuò a sperare: «Al ritorno dalla Francia avrebbe chiuso il capitolo Dodi - con lui si divertiva, ma non lo amava - e sarebbe tornata a corteggiare il cardiologo». Pochi giorni prima della morte della principessa, il maggiordomo venne inviato da Khan con un regalo: un foulard impregnato del profumo di Diana. Khan lo guardò a lungo, poi scoppiò a piangere. E dopo la morte di lei, gli sfuggì un grido d’angoscia: «Avrei potuto salvarla».