Federico Rampini, La Repubblica, 04/12/2006, pg. 1, 4 dicembre 2006
Il Consolato d’Italia a Shangai, Cina, affida in outsourcing a Vfs (www.vfsintl.com), una società indiana, i visti per i permessi di viaggio dei manager e dei turisti cinesi verso il nostro Paese
Il Consolato d’Italia a Shangai, Cina, affida in outsourcing a Vfs (www.vfsintl.com), una società indiana, i visti per i permessi di viaggio dei manager e dei turisti cinesi verso il nostro Paese. Tra le nazioni europee, infatti, siamo considerate fra le più lente a rilasciare documenti: nel 2005 soltanto 64.000 (pari all’Austria) a confronto dei 180.000 tedeschi e 150.000 francesi. Quest’ultima si sta accaparrando la maggior parte del turismo cinese, che l’anno scorso ha superato in presenze quello giapponese. Cause: la complessità della legge Bossi-Fini e la carenza d’organici dei nostri consolati. Grazie all’appalto indiano, ora il flusso regolare di visti pare in netta ripresa. La Vfs è nata nel 2001, ha sede a Bombay è ha ottenuto, oltre che dal nostro governo, l’appalto per i visti dei 12 consolati americani in India e di 55 consolati britannici in Asia e in Africa. Verso tale strategia si sono indirizzati anche Francia, Canadà, Australia e Irlanda. La Vfs è filiale del gruppo Kuoni, il tour operator svizzero, ma il lavoro è tutto indiano. Un’eccellente fonte di lavoro per giovani con almeno un Mba, Master in business administration.