Enrico Franceschini, La Repubblica, 05/12/2006, pg. 37, 5 dicembre 2006
Petrodollari sul calcio inglese
Un altro straniero ai vertici amministrativi di una squadra calcistica inglese. Samer al Ansair, presidente della Dubai International Capital, braccio degli Emirati Arabi Uniti per gli investimenti e el eoperazioni finanzierie all’estero, ha annunciato il 4 novembre scorso di aver aperto un ”negoziato esclusivo” per l’acquisizione del Liverpool Football Club. Secondo la stampa londinese, l’accordo sarebbe già stato concluso e finalizzato da David Moores, attuale presidente della squadra, la cui famiglia controlla la società da mezzo secolo. Sembra che tra le ragioni dell’accordo ci sia anche la costruzione del nuovo stadio di Liverpool (60 mila posti, 80 milioni di sterline). Al Ansair, tifoso sfegatato dei ”Reds” (ha l’emblema del Liverpool sul telefonino), ha offerto 450 milioni di sterline (630 milioni di euro). Non è ancora chiaro se l’imprenditore arabo controllerà la società al cento per cento o acquisterà il 51% di Moores. Gli Emirati, quindi, non si accontentano più di sponsorizzazioni (prima il Chelsea, oggi l’Arsenal). Se l’affare si concluderà, il Liverpool diventerà la settima squadra a conduzione straniera sulle 20 dela Premier League, dopo Chelsea (il russo Roman Abramovich), Manchester United (l’americano Malcom Glazer), Fulham (di proprietà di un egiziano, Mohammed al Fayed), Aston Villa, West Ham e Portsmouth. Pur avendo battuto il Milano ai rigori nel 2005, aggiudicansi la Champions League, il Liverpool non conquista il titolo nazionale dal 1990.