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 2006  dicembre 05 Martedì calendario

SCARAMELLA

Mario Napoli 23 aprile 1970. Ex consulente della Commissione Mitrokhin, diventato famoso dopo il pranzo del 1° novembre 2006 in un sushi bar di Londra con l’ex spia russa Aleksandr Litvinenko, in quell’occasione avvelenato col polonio 210 che in tre settimane lo avrebbe portato alla morte. A sua volta contaminato, il 1° dicembre 2006 fu ricoverato in ospedale a Londra. Negli stessi giorni furono pubblicate alcune intercettazioni telefoniche con il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti, ex presidente della Commissione Mitrokhin, dalle quali si poteva dedurre una manovra per incastrare Romano Prodi (facendolo passare per agente del Kgb) • «[...] ha alle spalle una storia turbolenta, dove le patacche sostituiscono le medaglie. Negli anni ”90 è protagonista di un blitz nella piazzetta di Capri. Vi arriva su una finta auto-civetta, con lampeggiante e paletta, si spaccia per ”commissario” e sequestra generi alimentari. un crescendo di mosse spericolate: due sue guardie del corpo sono coinvolte in una sparatoria con un camorrista, denuncia la presenza di ordigni atomici nel Golfo di Napoli, coltiva rapporti con strani ambienti. Passa con disinvoltura dalla lotta agli abusi edilizi alla testa del ”Nucleo Ambiente società civile” alle indagini sulle talpe del Kgb. Trova sponde in qualche giudice mentre altri diffidano. Bussa anche alle porte della nostra intelligence: il Sisde non gli apre, il Sismi invece lo tiene a portata di mano. Fregiandosi di una lunga serie di titoli – come gli incarichi presso università americane, indiane, colombiane o alla Nasa ”, comportandosi come uomo che sa, Scaramella si afferma come l’investigatore di punta della Commissione Mitrokhin, prezioso collaboratore del senatore Guzzanti. Gli chiedono di trovare prove sui legami tra esponenti del centrosinistra (Prodi, soprattutto) e l’intelligence sovietica. Gli danno fiducia e garanzie. Lui si sbatte, viaggia. Indagini che non portano in apparenza risultati: c’è chi lo considera un provocatore. Scruta a Est, si rivolge ai superstiti della Guerra fredda che cedono notizie – difficili da verificare – in cambio di ricompense. [...]» (Guido Olimpio, Corriere della Sera 2/12/2006) • «[...] rimanda a Totò piuttosto che a James Bond, a Leporello e ai servi intriganti della commedia dell’arte: al punto da dare a bere al presidente Guzzanti, in ansiosa attesa di notizie che incastrino l’odiata sinistra, la notizia che Romano Prodi è praticamente nelle mani del Kgb. (Neanche Antonio Cornacchione ci avrebbe mai pensato). Sempre secondo le informazioni di Scaramella, l’altro uomo dei russi in Italia, a parte il famigerato Romanoff Prodi, sarebbe Pecoraro Scanio, definito ”Pekorasky”, ”Culattosky” e ”Culattone italiano” dallo stesso Scaramella nelle conversazioni telefoniche citate [...] da alcuni quotidiani. Così a spanne, non direi che si tratta del tipico gergo dell’intelligence, pieno di raffinate metafore, di codici cifratissimi. Qui siamo piuttosto al Bagaglino, però in una versione peggiorata. [...]» (Michele Serra, la Repubblica 1/12/2006) • Valter Bielli, capogruppo dell’allora minoranza di centrosinistra nella commissione Mitrokhin. «In più di un’occasione abbiamo sollevato dubbi in commissione sulla serietà di Scaramella. Della sua presenza abbiamo avuto notizia solo dopo alcuni episodi poco chiari: la sparatoria di Napoli, il presunto ritrovamento di armi da guerra a Teramo, la presenza, mai verificata, di una valigia con barre di uranio a Rimini. Ci aveva insospettito il suo curriculum nel quale Scaramella s’era dato incredibili qualifiche, come ”responsabile delle operazioni di reimpiego spaziale delle infrastrutture missilistiche per la distruzione di massa”. O ”coordinatore delle operazioni di lancio di missili balistici R29R da sottomarini nucleari della marina russa per il posizionamento in orbita di sensori per la sicurezza ambientale”. O, anche, ”consulente di San Marino per la sicurezza dello stato”. Per quest’ultima qualifica fu sbugiardato proprio da San Marino. Ma come faceva Guzzanti a dare credito a una persona del genere? Io ho denunciato in commissione che c’era qualcosa di anomalo in quel consulente. Ma il presidente non mi ha mai dato retta» (’la Repubblica” 30/11/2006).