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 2006  dicembre 05 Martedì calendario

Ayo AyoOlasunmiboOgunmakin

• Colonia (Germania) 14 settembre 1980. Cantante • «Nel quartiere Les Halles di Parigi si parla di lei già da qualche anno, è in alcuni club della capitale francese che Ayo ha iniziato a suonare [...] origine nigeriana da parte di padre e rom da quella di madre [...] boom del singolo Down on my knees, tratto dal suo primo album Joyful (Universal international). [...] La stampa l’ha etichettata come la nuova regina del soul europeo, un incontro ”angelico” tra Sade e Billie Holiday. Ma Ayo è semplicemente Ayo per i suoi fan e, invece delle grandi regine della soul music da Tracy Chapman a Lauryn Hill, preferisce omaggiare la signora del jazz, Abbey Lincoln. [...] cresciuta con il padre a causa della tossicodipendenza della madre [...] Ayo (che in dialetto yoruba significa gioia) [...] trova ispirazione dalla sua infanzia difficile di immigrata in Germania, dalla lontananza dalla madre, ma senza dimenticare che ”anche se hai vissuto le esperienze più terrificanti, puoi sopravvivere all’esterno e continuare a piangere all’interno. Non escludo che lemie condizioni difficili di vita, anche a causa della lontananza da mia madre, abbiano fatto nascere in me la voglia di scrivere e di rifugiarmi nella musica”. Una fuga dalla realtà suggellata nella musica, i temi sociali infatti non trovano spazio nei testi dove invece troneggiano la difficoltà nelle relazioni e la centralità delle emozioni. Sentimenti e radici che si possono rintracciare già nel significato del suo cognome, Olasunmibo, che in yoruba vuol dire ”colei che è nata altrove, ma che tornerà piena di prosperità”. [...] Una matrice sicuramente soul quella di Ayo, anche se lei rifiuta l’etichetta nu-soul: ”Per me non vuol dire niente, la mia musica di riferimento è quella degli anni ”60 e ”70, da bambina ascoltavo Jimmy Cliff, Fela Kuti, the Soul Children, Bob Marley e Bunny Wailer, mio padre è arrivato dalla Nigeria in Germania per studiare poi ha fatto il dj, ho ascoltato tanti di quei vinili. Il panorama della mia musica forse è vario anche per questo, non mi piacciono le classificazione di genere”. Apertura verso le contaminazioni, creando sempre nuove sonorità dunque. ” la chitarra che mi aiuta, è la mia migliore amica”, racconta. Ayo, che al primo banco di prova ha sorpreso tutti per la sua dimensione intima e per la radicale e voluta semplicità anche dei testi degni dei bluesman del Delta, sembra essere già una promessa per la musica internazionale. E se le si chiede con chi vorrebbe collaborare e con quali cover vorrà cimentarsi in futuro, la risposta è ancora è più chiara. ”L’unica canzone che mi ha fatto piangere nella vita è stata A song for you di Donny Hathaway, e forse per questo non oso farne una cover, non credo di essere pronta. Vorrei riuscire a far cantare il rapper MosDef che ha una bellissima voce e, ma forse è ancorapiù difficile, cantare con Stevie Wonder. Ma chi è che non vorrebbe?”» (Ilaria Urbani, ”il manifesto” 5/12/2006).