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 2006  novembre 27 Lunedì calendario

Anno III - Centoquarantacinquesima settimanaDal 20 al 27 novembre 2006Berlusconi 1 In casa di Daniela Santanché, a Milano, Berlusconi ha riassunto i termini della propria ricchezza: duemila conti correnti, 13 case, 14 piscine (una è coperta), quattro jet di cui uno rotto, sei panfili, 56 mila collaboratori, una squadra di calcio, una di pallavolo (campioni d’Italia e d’Europa), una di hockey (idem)

Anno III - Centoquarantacinquesima settimana
Dal 20 al 27 novembre 2006

Berlusconi 1 In casa di Daniela Santanché, a Milano, Berlusconi ha riassunto i termini della propria ricchezza: duemila conti correnti, 13 case, 14 piscine (una è coperta), quattro jet di cui uno rotto, sei panfili, 56 mila collaboratori, una squadra di calcio, una di pallavolo (campioni d’Italia e d’Europa), una di hockey (idem). Finora ha prodotto 110 film. Sostiene di essersi fidanzato con il 60 per cento delle attrici ingaggiate. Dice di aver speso in avvocati, per la sola causa Mills, un miliardo e 600 milioni di lire.

Berlusconi 2 Domenica scorsa, sul palco del Palazzetto dello sport di Montecatini, Berlusconi s’è sentito male: stava parlando ai giovani di Forza Italia e a un tratto s’è accasciato. Soccorso dalle due guardie del corpo Nino e Sergio (i quali per qualche secondo hanno pensato sul serio che fosse morto) e da Scapagnini – il medico sindaco di Catania che una volta lo definì immortale – è stato portato in una saletta riservata e qui visitato dal dottor Giuseppe Papaccioli, un medico con una barba sale e pepe lunga fino alla pancia alla quale l’ex premier avrebbe sussussato: "Ma chi sei, Bin Laden?". Intanto, effettivamente, la notizia aveva fatto il giro del mondo, risultando presto la più cliccata della Terra: sui siti dei fondamentalisti islamici era in genere commentata con espressioni di giubilo, accompagnate da esclamazioni di ”Allah è grande”. Berlusconi però s’era ormai ripreso del tutto e avrebbe addirittura voluto concludere il discorso ai cinquemila riuniti nel Palazzetto. I medici però glielo hanno impedito: messo su un elicottero, lo hanno portato al San Raffaele e qui tenuto in osservazione per 24 ore. Ha telefonato lui stesso a Veronica per raccontarle l’incidente e tranquillizzarla.

Berlusconi 3 Berlusconi ha 70 anni, è uscito da un cancro, s’è appena operato al menisco, s’è fatto trapiantare i capelli, appena può si tira la pelle. Come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere vive di "provitamine, antiossidanti, immunostimolanti, enzimi, amminoacidi, magnesio, selenio attivato; e poi un certo yogurt, la dieta vietnamita, l’olio di onfacio, le acque Lario", eccetera. Filippo Ceccarelli gli attribuisce un’oscillazione di peso estate-inverno di otto chili. E tutto questo pubblicamente, dato che Berlusconi pensa di confermare in questo modo la sua natura di uomo-miracolo, quasi quasi immortale sul serio. Domenica, mentre Sky ha trasmesso le scene del malore in diretta replicandole poi, giustamente, in ogni occasione, Mediaset s’è astenuta dal metterle in onda. Però Berlusconi, pochi giorni prima, negli stessi saloni della Santanché dove aveva fatto, con la scusa di una barzelletta, l’elenco delle sue ricchezze, aveva detto in confidenza ai suoi ascoltatori di voler smettere, di essere stanco. ”Libero” aveva pubblicato quello sfogo e l’accolita dei suoi uomini, preoccupata che la fede nei miracoli potesse essere intaccata, s’era poi affrettata a smentire ("panzane"). E invece domenica, quando s’è sentito male, Berlusconi stava dicendo ai giovani proprio questo: che un partito non può essere legato a un uomo solo. Lo diceva e intanto tentava di tenersi su bevendo, pieno di affanno, due bicchieri d’acqua.

Morti sul lavoro A Campello sul Clitunno (duemila abitanti, provincia di Perugia) quattro operai che stavano saldando tra loro venticinque silos contenenti un milione di litri di olio d’oliva sono stati fatti a pezzi dall’esplosione di uno dei silos, provocata, per quanto s’è potuto capire, da una scintilla. I quattro si chiamavano
Tullio Mottino di Massa Martana, Giuseppe Coletti di Amelia, Maurizio Manini di Narni, Todar Vladimir di nazionalità rumena. Il padrone della raffineria, Giorgio Del Papa, è stato messo sotto inchiesta. La prima versione parla di ”errore umano”. Che le misure di sicurezza non fossero quelle previste dalla legge è possibile: in Italia ci sono ogni anno 1200 morti sul lavoro e 900 mila feriti. In Lombardia un morto su cinque è straniero. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poche settimane dopo essere stato eletto aveva lanciato un allarme sui morti del lavoro, entrati ormai in una casistica che non fa più notizia (come i morti in Iraq o le vittime degli incidenti stradali). Ai funerali dei quattro operai umbri sono adesso andate anche le autorità. I sindacati umbri hanno indetto un’ora di sciopero a fine turno. L’Inail dice che, rispetto al 2004, gli incidenti sono diminuiti.

Iraq Nel solo mese di ottobre sono morte in Iraq 3709 persone, quasi tutte civili. Giovedì della settimana scorsa – 23 novembre 2006 – 160 uomini e donne sono stati dilaniati dallo scoppio di tre autobombe in tre mercati del quartiere detto ”Sadr City”, perché dominato dal sanguinario capobanda Moqtada al Sadr. Si tratta – relativamente all’attentato di giovedì - di sunniti che ammazzano sciiti, nel sanguinoso preambolo di una probabile, prossima guerra civile. I sunniti sono la minoranza a cui appartiene Saddam. Gli sciiti sono la tribù maggioritaria (il 60 per cento del paese) che ha un suo importante punto di riferimento negli ayatollah iraniani.

Libano A Beirut, martedì 21 novembre, tre uomini scesi da un gippone hanno sparato al ministro dell’Industria, Pierre Gemayel, 34 anni, due bambini piccoli, che stava uscendo dalla chiesa di Santa Rita. Crivellato e morto. Ci si ricorderà che Beirut è la capitale del Libano e che nel sud del Libano opera una formazione molto feroce, detta ”hezbollah”, che spara di continuo su Israele razzi che le vengono forniti dalla Siria e dall’Iran. Per fermarli gli israeliani invasero pochi mesi fa il Libano, portando quell’area sull’orlo della guerra e costringendo l’Onu ad approvare l’invio di un contingente incaricato – sia pure con istruzioni vaghe – a mantenere la pace. Di questo contingente fanno parte tremila soldati italiani. L’assassinio di Gemayel (il quinto omicidio politico degli ultimi anni) è generalmente attribuito alla Siria e potrebbe dar luogo, anche qui, a una guerra civile. In Libano c’è già stata una guerra civile durata vent’anni. L’oggetto di questa possibile, prossima, nuova guerra civile, sarebbe proprio hezbollah, che aspira a una posizione ancor più forte rispetto all’attuale, con lo scopo – più volte dichiarato – di distruggere Israele. I soldati italiani che si trovano laggiù sono stati mandati dall’attuale governo Prodi. L’eventualità che, in un contesto tanto esplosivo, accada qualcosa ai soldati italiani viene naturalmente vissuta con grande preoccupazione dal nostro governo e dalla sua maggioranza. In Italia, infatti, ci si trova in questa situazione molto tipica: i soldati italiani che si trovano in Afghanistan e soprattutto in Iraq, essendo stati spediti laggiù dal governo di centro-destra, fanno parte di una missione disapprovata o in ogni caso ”estranea”, i cui morti non meritano neanche di essere commemorati ufficialmente (linea – finora vincente – di Bertinotti). I soldati spediti in Libano invece si trovano a svolgere una missione giusta e, a detta della maggioranza di governo, essenziale per la pace. Che accadrebbe se questa missione si dimostrasse invece inutile e incapace di evitare la guerra civile? Che succederebbe se ai soldati, mandati laggiù inutilmente, capitasse anche qualcosa?

Servizi segreti Sono cambiati i capi dei nostri servizi segreti: l’ammiraglio Bruno Branciforte è diventato capo del Sismi (servizio militare) al posto del contestato generale Nicolò Pollari, Franco Gabrielli è stato posto al vertice del Sisde (servizio civile), il generale Giuseppe Cucchi in cima al Cesis, il servizio che dovrebbe coordinare gli altri due. Polemiche.

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