ཿCorriere della Sera 30 novembre 2006, 30 novembre 2006
Manie e passioni dei direttori d’orchestra. La puntualità di Arturo Toscanini: una volta, mentre andava a dirigere la Filarmonica d’Israele, preferì scendere dall’auto che lo portava e proseguire a piedi piuttosto che rimanervi dentro senza poter fare niente: era in ritardo dii un minuto
Manie e passioni dei direttori d’orchestra. La puntualità di Arturo Toscanini: una volta, mentre andava a dirigere la Filarmonica d’Israele, preferì scendere dall’auto che lo portava e proseguire a piedi piuttosto che rimanervi dentro senza poter fare niente: era in ritardo dii un minuto. La scaramanzia di Leonard Bernstein: ogni volta che usciva dalla sua suite all’Hotel Sacher di Vienna (la 314 o la 315, rigorosamente), si inchinava davanti a una statua di donna che incontrava lungo la via; e al collo portava sempre una colomba d’argento fusa da Picasso che baciava all’inizio di ogni giornata. Herbert von Karajan amava la velocità: auto sportive e aerei privati che pilotava di persona. La passione di Otto Klemperer per le belle donne gli valse l’aggressione sul podio da parte di un marito geloso, Furtwängler si dice che prima di ogni concerto di appartasse con una donna diversa. Per combattere l’ansia, Carlos Kleiber chiacchierava con le maschere di turno mentre Gianandrea Gavazzeni andava a teatro un’ora prima per potersi fumare con calma due sigarette e bere un bicchiere di whisky. Claudio Abbado, tifosissimo del Milan, segue le partite anche in tournée. A Riccardo Chailly piace farsi trainare, appeso ad un paracadute ascensionale, da un motoscafo che sfreccia in mare.