Varie, 30 novembre 2006
REBUZZI
Antonella Alzano Lombardo (Bergamo) 29 luglio 1954. Imprenditore. Politico. Senatore • «[...] eletta al Senato dagli italiani all’estero, circoscrizione Europa [...] si autodefinisce non una ”berlusconiana semplice” ma una ”molto berlusconiana”, vive da 15 anni a Mosca, dove ha creato un piccolo impero economico. Tre locali italiani: nel più nuovo, il Cicco Club, è stato ospite d’onore per una serata indimenticabile nientemeno che Mariano Apicella, il menestrello del Cavaliere. ”Mariano è venuto a suonare per San Valentino”, sospira. ”Ma Silvio Berlusconi non c’entra niente, ho organizzato tutto da sola”, tiene a precisare. Un mese dopo è toccato ad Albano Carrisi: ”Come un fratello maggiore, per me”. Un fratello con il quale Antonella Rebuzzi ha anche un solido rapporto d’affari. ”L’ho conosciuto qua in Russia.
Poi ho curato i suoi interessi, i concerti, i vini”. Per farla breve, la senatrice Rebuzzi è l’importatrice nella Russia di Vladimir Putin dei vini prodotti dal cantante nella sua tenuta in Puglia, che vende nel suo grande cash&carry. Ital-market, si chiama. E, come se non bastasse, è stata anche nominata presidentessa della Federazione italiana cuochi in Russia. Una potenza. Insomma, a Mosca è una imprenditrice arrivata. Di più. ”Qui sono la regina degli italiani”, scherza. Ma mica tanto. A Mosca Antonella Rebuzzi è il terminale di Berlusconi. ” il mio capo, lo adoro”, confessa [...] Putin. ”Adoro anche lui. [...]” [...] l’ha conosciuto con Berlusconi. Al Cavaliere, invece, l’ha presentata Dario Rivolta, un altro dei plenipotenziari esteri di Forza Italia, l’uomo che nel 1986, quand’era dirigente della Fininvest, fece un accordo con il Partito comunista dell’Urss che garantiva alla società di Berlusconi il ruolo di concessionaria pubblicitaria per la tivù sovietica. Un carosello di mezz’ora prima del telegiornale della sera, con gli spazi pubblicitari venduti da Publitalia. Il primo esempio concreto di come l’Occidente poteva sfruttare la perestroika. Per Antonella Rebuzzi, Berlusconi è stato la folgorazione sulla via di Damasco. Anche se alla politica dice di non averci mai pensato: ”Tre anni fa un funzionario dell’ambasciata italiana mi chiese se volevo fare il presidente della sezione russa di Azzurri nel mondo (propaggine estera del partito di Berlusconi, ndr). E alla fine mi sono fatta convincere”. Dagli Azzurri nel mondo al Senato il passo è stato breve. ”Lo scriva, mi raccomando: sono riuscita a diventare senatrice ma ammetto di non essere preparata. Sto studiando. Cerco di non mancare in aula, perché per imparare è importante ascoltare”. I colleghi con cui ha legato di più? ”Renato Schifani, poi Guzzanti, ma anche Franco Asciutti. E Anna Bonfrisco, un amore di donna...”. Tutti esponenti di Forza Italia. Anche se poi l’unico disegno di legge che porta il suo nome l’ha presentato insieme a un senatore dell’Ulivo. Il suo nome? Edoardo Pollastri, 74 anni, originario di Alessandria ma da anni residente a San Paolo, in Brasile. Dove, per inciso, è stato eletto. Titolo della proposta di legge bipartisan Rebuzzi-Pollastri: ”Disposizioni per la tutela e la promozione della ristorazione italiana nel mondo”. Oggetto: istituzione del marchio di ”ristorante italiano” per certificare ”l’autenticità e l’alta qualità”» (’Corriere della Sera” 30/11/2006).