Varie, 30 novembre 2006
GAIDAR
GAIDAR Yegor Mosca (Russia) 19 marzo 1956, Mosca (Russia) 15 dicembre 2009. Politico • «L’architetto delle riforme di mercato in Russia [...] un capofila dei liberali che rappresenta il simbolo dei ”maledetti Anni 90” [...] si era ritirato dalla politica quando, nel 2003, il suo partito Unione delle forze di destra perse le elezioni alla Duma e si allineò progressivamente con il governo di Vladimir Putin. Dirigeva l’Istituto dell’economia di transizione che aveva fondato, scriveva libri, appariva raramente nei media. Ma non c’è russo che non se lo ricordi, quando poco più che trentenne prese in mano l’economia dell’ex impero comunista e le dette una scossa i cui effetti si fanno ancora sentire. Premier ad interim per sei mesi, da giugno a dicembre 1992, fu lui a lanciare la terapia d’urto post comunismo. Nipote di un’icona della propaganda comunista, lo scrittore Arkady Gaidar, aveva fatto una fulminante carriera nel sistema, lavorando alla ”Pravda”, ma la sua determinazione nel distruggere il passato sovietico aveva pochi eguali. La liberalizzazione dei prezzi che su suo consiglio Boris Eltsin lanciò il 2 gennaio 1992 riempì in poche settimane gli scaffali vuoti dei negozi, ma scatenò un’iperinflazione del 3500%, polverizzando i risparmi e riducendo in miseria milioni di impiegati, operai e pensionati. Un trauma che ancora oggi brucia a milioni di russi, anche se [...] perfino suoi avversari politici come Mikhail Gorbaciov gli hanno riconosciuto ”coraggio” nelle riforme. ”Un uomo coraggioso, onesto e deciso”, ha scritto nel suo messaggio di condoglianze il presidente Dmitry Medvedev, ”un vero patriota e cittadino” secondo Putin. Un ”kamikaze”, che ha ”salvato la Russia dal caos e dalla guerra civile” per Anatoly Chubais e gli altri liberali che composero all’inizio degli Anni 90 il governo più odiato della storia russa [...] nel novembre 2006, mentre a Londra si cercavano le tracce del polonio con cui era stato avvelenato l’ex agente del Kgb Alexandr Litvinenko [...] si sentì male durante una conferenza in Irlanda. Tornato a Mosca, disse che i medici non riuscivano a spiegare i ”vasti e sistemici cambiamenti” nel suo organismo, e accusò dell’accaduto degli imprecisati ”nemici del Cremlino”, che avrebbero voluto screditare il regime di Putin. Un episodio mai chiarito [...]» (Anna Zafesova, ”La Stampa” 17/12/2009).