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 2006  novembre 29 Mercoledì calendario

Solo Infostrada

Wind alla sbarra per il flop di ”Solo Infostrada”, l’abbonamento telefonico che, nel 2001, promise la fine del canone Telecom per chi lo sottoscriveva. Ma le cose non andarono così e Wind - che nel frattempo aveva assorbito Infostrada - riuscì ad accontentare soltanto 690 su 138.178 clienti, dirottando i restanti sul servizio ”carrier preselection”, che prevedeva il canone Telecom. Oggi, un giudice torinese, Stefania Tassone, ha condannato l’azienda a inviare, entro il 25 gennaio 2007, una lettera a tutti gli utenti delusi, per informarli che ”hanno diritto al rimborso da parte di Wind - previa domanda e a condizione che dimostrino di possedere i requisiti indispensabili - dei canoni pagati alla Telecom a far data dalla sottoscrizione del contratto Solo Infostrada”. I costi sono altissimi: il Movimento Consumatori, promotore dell’azione civile collettiva, li prevede non ”meno di 50 milioni di euro” , spingendosi a ”una stima possibile di 80 milioni”. Il calcolo è d’Alessandro Mostaccio, dirigente piemontese del Movimento: ”Il contratto aveva validità 12 mesi. Per tanti si è protratto oltre due anni. Chi aveva lasciato Telecom, ha ugualmente dovuto pagare il canone per telefonare. Ossia 30 euro a bimestre”. Già nel maggio 2002 il Garante della concorrenza e del mercato giudicò ingannevole la pubblicità del servizio, e il Movimento inviò una diffida all’azienda telefonica. ”Con tale precedente sarà più facile ottenere i rimborsi”, spiega l’avvocato Paolo Fiorio, patrocinatore della causa assieme al padre Valentino, ”Ma se Wind farà muro occorrerà andare in tribunale caso per caso”.