Anna Corsico, Grazia, 5/12/2006, 5 dicembre 2006
Sono spesso donne e sono giovani. Sono le portavoci di ministri, sottosegretari o presidenti di gruppi parlamentari
Sono spesso donne e sono giovani. Sono le portavoci di ministri, sottosegretari o presidenti di gruppi parlamentari. Anche se "la prima dote di un buon portavoce è essere un buon portasilenzi", racconta Cristina Cosentino portavoce del capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera Gennaro Migliore. "Come nel film Blade Runner potrei dire: ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Ma sia chiaro che le tacerò per sempre", conferma Caterina Perniconi, 25 anni, portavoce del ministro Mussi, la più giovane. Lavorano minimo 12 ore al giorno, sabato e domenica compresi, non staccano mai il cellulare, sempre pronte all’emergenza di un ministro o a una verifica di un giornalista: "Tutte le mattine mi sveglio alle 3.40 in punto. Per le 9 ho letto tutti i giornali", dice Monica Macchioni, portavoce di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc. Di fidanzati e mariti se ne vedono pochi: "A furia di stare chiusa tutto il giorno nel Palazzo, frequentando solo altri portavoce come te, o giornalisti o politici, il rischio è quello di fidanzarti con uno di loro. Ma sono rapporti al limite dell’incestuoso. E raramente felici".