Michela Tamburrino, La Stampa, 29/11/2006, 29 novembre 2006
Rendere remunerativo il castello di famiglia. E’ l’idea di nobili e principi che affittano saloni e stanze, "bisogna industriarsi, tutti sono costretti a fare i conti a fine mese, anche i principi
Rendere remunerativo il castello di famiglia. E’ l’idea di nobili e principi che affittano saloni e stanze, "bisogna industriarsi, tutti sono costretti a fare i conti a fine mese, anche i principi. Affitto per pagare le spese di manutenzione straordinarie e soddisfare i mutui milionari", dice il principe Paolo Borromeo d’Adda, 35 anni, avvocato e produttore di olio biologico. Un’eredità, la sua, che arriva dal Settecento, il castello di Vicovaro tra Roma e l’Aquila, 5000 metri quadrati e quattro torrioni del Duecento. 1500 euro per avere sale, parcheggio e luci, tranne il catering. 18 euro a testa, escluso catering, costa per esempio affittare il castello piemontese della contessa Consolata Beraudo di Pralormo, cinquanta stanze, "di famiglia dal 1680, abitato sempre da noi e mai lasciato un giorno". Neanche nei giorni degli eventi, "a me piace passeggiare tra gli ospiti, rispondere alle domande sul casato, sulle foto di famiglia".