tgcom 29.11.06, 29 novembre 2006
L’attore Beppe Convertini s’è fatto fotografare per un nuovo calendario. Questa volta davanti all’obiettivo l’attore è solo - "sono single" racconta Convertini a Tgcom - ma il risultato continua ad essere mozzafiato
L’attore Beppe Convertini s’è fatto fotografare per un nuovo calendario. Questa volta davanti all’obiettivo l’attore è solo - "sono single" racconta Convertini a Tgcom - ma il risultato continua ad essere mozzafiato. Muscoli, sguardi profondi e ambientazioni suggestive tra Italia ed Egitto, il tutto fra "Sacro e profano", come recita il tema dei dodici mesi realizzati da Paola Rossi e Claudio Mangiarotti. Convertini si spoglia (ma si veste anche) mese dopo mese, per iniziare con un gennaio dal corpo tornito ed esaltato dal lusso dei broccati, fino a un dicembre in smoking e caminetto. Nel mezzo aprile, dove Beppe sembra uscito da un quadro del Quattrocento, nudo, circondato da una luce quasi mistica. In copertina, il suo corpo "al naturale", fra le rocce: a giudicare da questi dodici mesi, il 2007 sarà indimenticabile e suggestivo. Com’è stata l’esperienza di questo nuovo calendario? Rispetto all’altro calendario è stato necessariamente tutto diverso, anche perché sono single, non avrei potuto farne uno uguale, in coppia. Questa volta abbiamo cercato di raccontare le caratteristiche di ogni mese con le immagini e con il mio corpo. Il tutto su fo=ndali meravigliosi. E’ stato divertente. Abbiamo visitato luoghi stupendi. In Italia, fra Piacenza e Pavia. E poi in Egitto. Ho sperimentato da vicino la vita dei beduini, ho fatto con loro il pane. Ho fumato con loro il narghilè, ho visto sorgere l’alba sul Sinai. Una bellissima esperienza. Cos’è per lei il "sacro", signor Convertini? Oltre alla fede, sacro è il rispetto di valori come amore, amicizia, famiglia e onestà. E il profano? Il mancato rispetto di questi valori. E poi, certo, la fisicità un po’ è profana, tutto ciò che si lega al corpo non è esattamente sacro. Che rapporto ha con il suo corpo? Sono pudico, timito, preferirei stare dietro l’obiettivo, non davanti. Da piccolo, quando ero un ragazzino, ero complessatissimo. Ero così magro che mi vergognavo. In spiaggia stavo sempre con la maglietta oppure mi gettavo in acqua di corsa per riemergere solo quando tutti gli altri erano andati via. Mi sentivo isolato. Tutti pensano a chi ha il complesso dei chili di troppo. Ma anche chi è magrissimo soffre a quell’età. Poi però le cose sono cambiate. Ora ha un fisico statuario. Ho sconfitto quel complesso dopo tanti anni e devo dire grazie allo sport, al nuoto, alla palestra. Ho superato il problema anche mangiando regolarmente e facendo vita sana. Si può dire che ora lei abbia invece il culto del corpo? Il culto no. Ho solo cercato di ritrovarmi davanti allo specchio ed essere felice. Non cerco la perfezione, non mi sento perfetto. Ho solo cercato di migliorare il mio aspetto. Chissà... Forse se non fossi stato così magro da giovane, se qualcuno mi avesse rassicurato quando mi sentivo complessato, ora non sarei così. Penso che si dovrebbero educare i giovani ad accettare se stessi. E a migliorare là dov’è il caso di farlo. Cosa ne pensa di chi ricorre alla chirurgia plastica, donne, ma anche uomini? Se aiuta a sentirsi bene allora la trovo una cosa giusta. Lei lo farebbe? No, non lo farei mai, perché ho imparato ad accettare anche i difetti. Ci sono difetti che si trasformano in elementi di fascino e seduzione. I suo difetti... affascinanti? Sicuramente le zampe di gallina, le rughe attorno agli occhi. Le ho perché rido spesso. I segni del corpo raccontano molto di una persona, a volte la sua stesa storia. Le mie rughe d’espressione mi piacciono, fanno tenerezza e simpatia, sono dolci. Poi (ride) ho i denti storti e un naso aquilino, pronunciato. Ma mi vado bene così. Ha mai usato il suo corpo per sedurre? Assolutamente sì, sarei ipocrita se lo negassi. E’ divertente sedurre con il corpo. E poi ho usato e uso lo sguardo. Gli occhi raccontano molto di una persona e della sua anima. Oggi, però, preferisco sedurre con la testa, parlando, conoscendo. Tra poco debutterà a teatro con "Sex in the city 2" (Milano, Teatro delle erbe, dal 13 dicembre al 9 gennaio; poi Roma, al Parioli, dal 9 gennaio al 4 febbraio). Come si sente sul palcoscenico? E’ il luogo delle grandi emozioni, da donare al pubblico e da ricevere. Il rapporto, diversamente dal cinema e dalla televisione, è immediato. E io ho bisogno di adrenalina. Sempre? Sì, se non ce l’ho me la vado a cercare con esperienze nuove, sfide difficili. Essere innamorati aiuta a recitare o è un ostacolo? Amare è dare tutto se stesso all’altro. significa fare rinunce che non ti accorgi neppure di fare. Ma ti dona una luce particolare che puoi trasmettere anche agli altri. Quindi, in un certo senso, l’amore aiuta a recitare. Impegni futuri? Oltre al teatro, una nuova fiction: "I giorni perduti". Ma è ancora presto per parlarne. Saida Corsini