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 2006  novembre 16 Giovedì calendario

Insegnare al baco a essere un ragno. Nova Il Sole 24 Ore 16 novembre 2006. Socrate sa di non sapere riprodurre il filo della tela del ragno

Insegnare al baco a essere un ragno. Nova Il Sole 24 Ore 16 novembre 2006. Socrate sa di non sapere riprodurre il filo della tela del ragno. A dispetto di tutti i suoi tentativi, esperimenti e studi, finora non è riuscito a fabbricare un materiale con le stesse caratteristiche di quello secreto dagli aracnidi. Questo fallimento è un vero peccato, perché la tela del ragno ha proprietà uniche: la sua resistenza allo stiramento è paragonabile a quella dell’acciaio, pur essendo molto più leggero e flessibile. Queste fibre riescono infatti ad annullare la spinta di un insetto catturato al volo, e si calcola che con un filo spesso come una matita si potrebbe anche trattenere un Boeing 747. Riuscire a riprodurre in maniera artificiale una ragnatela permetterebbe di creare delle armature antiproiettili ultraflessibili e resistenti, ma questo materiale potrebbe anche essere utilizzato per costruire paracaduti o fili da pesca, o anche tendini e legamenti artificiali da utilizzare nei trapianti. L’industria tessile, però, è riuscita da tempo a fabbricare delle fibre simili a quella della seta secreta dal baco. Ragni e bachi producono fili che hanno funzioni differenti e che derivano da percorsi evolutivi differenti, eppure le loro fibre si assomigliano per diverse caratteristiche. Al contrario di quanto avviene per i bachi, l’allevamento dei ragni per produrre in maniera industriale il loro filo è impossibile. Gli aracnidi, che sono animali generalmente territoriali, si divorerebbero tra loro. La strada è quindi quella di capire il segreto delle fibre proteiche che costituiscono la tela, e di tentare di riprodurle in maniera industriale. Esistono già oggi delle fibre con caratteristiche meccaniche interessanti, come il Kevlar della DuPont, ma che ha una struttura differente da quella delle tele degli aracnidi. I ricercatori stanno seguendo diverse piste per riuscire a produrre queste fibre. Una strada è quella di servirsi di organismi come batteri e lieviti e, attraverso delle tecniche di ingegneria genetica, far sintetizzare da loro le fibre desiderate. Tentativi simili sono effettuati con la pianta del tabacco, mentre la canadese Nexia Biotechnologies è riuscita a riprodurre le proteine della ragnatela utilizzando cellule di mammiferi. In altri esperimenti sono stati infine utilizzati dei baculovirus, virus che parassitano alcuni insetti. Altri laboratori hanno invece puntato sulle differenze esistenti tra la fibra dei bachi e quella dei ragni, con l’obiettivo di insegnare ai primi a produrre una seta analoga a quella secreta dagli aracnidi. Recentemente un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, guidato da Fritz Vollrath, ha illustrato con una lettera pubblicata da "Nature materials" le analogie esistenti tra le due fibre, sottolineandone la struttura polimerica, e ipotizzando che la chiave per riprodurre il filo del ragno potrebbe trovarsi in un approfondimento della teoria dei polimeri. Andrea Carobene