Varie, 27 novembre 2006
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SISSI (Daniela Olivieri) Bologna 1977. Artista • «[...] appartiene alla American Academy di Roma, istituto tra i viali del Gianicolo che per la prima volta ha dato borsa di studio con locale annesso a qualcuno di passaporto italiano
SISSI (Daniela Olivieri) Bologna 1977. Artista • «[...] appartiene alla American Academy di Roma, istituto tra i viali del Gianicolo che per la prima volta ha dato borsa di studio con locale annesso a qualcuno di passaporto italiano. Sissi, nome d’arte perché così la chiamava un’insegnante all’Accademia a Bologna, occhi azzurri, è una delle più espressive rappresentanti dell’arte contemporanea italiana. una giovane donna capace di impressionanti performance fisiche e spiazzanti: può stare appesa per un sacco di tempo a un lampadario-altalena fatto di scoubidou (un morbido materiale plastico che ricorda le spugne o i coralli) così come può intrecciare per ore e ore grandi nidi in rattan (un bambù) per esporli, come ha fatto [...] al Macro di Roma. Con Schiele e Frida Kahlo in cima ai suoi amori artistici, è di Bologna ma non sta tanto ferma nella sua città: ”Ho vissuto a New York [...] Cerco lo stupore. Sono cacciatrice, giro sempre con la macchina fotografica che crea una scelta della realtà. Anche se oggi è difficile trovare qualcosa che non ti aspetti, per questo cerchiamo posti più esotici o parti più sconosciute [...] Negli ultimi anni ho seguito l’idea del volo migratorio perché i volatili usano il corpo per costuire il nido a loro misura. Il nido diventa un elemento del corpo. Così ho fatto al Macro, dove mi sono ”spogliata’ di 28 nidi che erano involucri lasciati per case ipotetiche”. Casa, corpo, da come parla Sissi sembra avere un gran bisogno di posti caldi, avvolgenti, protettivi. Non per improvvisarsi psicologi, ma è così? ”Io sono dentro, non voglio analizzare troppo ciò che faccio” [...] a New York ha fatto una performance dove veniva inglobata ”da un cespuglio formato da 30mila spaghetti in plastica variopinti”. Con i mille colori a sdrammatizzare un eventuale effetto horror-fantascientifico. [...] come altri performer prova i limiti del proprio fisico, può stare appesa al soffitto o immobile su una sedia per più ore. Cosa prova durante una performance? ”Vado in trance, sono concentrata, la vivo come passaggio iniziatico tra stati diversi e non ne ripeto mai una. Sono come una farfalla che si spoglia di una vita per un’altra attraverso momenti irripetibili”. Il corpo in tensione, la schiena nuda, ferma sotto gli sguardi delle persone, psichicamente e fisicamente si mette alla prova. Come fa a reggere? ”Per anni ho praticato sport, pattinaggio, nuoto, atletica, ballo, ho fatto sport dove poter sudare, so cos’è la resistenza, la fatica”. La forza vera, però, sarà banale dirlo ma ce l’ha dentro» (Stefano Miliani, ”L’Unità” 27/11/2006).