Varie, 27 novembre 2006
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Dubini Laura
• Milano 1 aprile 1947, Milano 10 marzo 2007. Giornalista. Del Corriere della Sera • «[...] ”Nel 1989 mi viene diagnosticato un tumore al seno. Bisogna intervenire, dice il medico. E comincio la trafila: prima l’operazione, poi tutte le cure tradizionali. Chemioterapia compresa, di quelle toste. dura, ma alla fine ce la faccio: sono guarita. O così almeno credo [...] Nel 2000, il ”Corriere” mi manda a Firenze a seguire la prima di una Traviata. Inciampo, cado. Una roba da niente eppure mi rompo l’omero destro: era ripresa la malattia. Colpite le ossa, un polmone. Il professor Veronesi decide di farmi provare una cura sperimentale, affidandomi al dottor Giovanni Paganelli Direttore della divisione di Medicina nucleare all’Istituto euripeo di oncologia. Le caratteristiche del mio tumore mi rendono idonea alla terapia radiometabolica, a base di anticorpi e molecole caricate di sostanze radioattive. Siamo già nel nuovo. Nel frattempo mi operano all’omero, all’anca e al polmone: tre interventi in tre anni [...] Laura bionica, come mi firmo nei miei sms e nelle e-mail agli amici e ai miei medici, continua a viaggiare su due binari: quello delle cure tradizionali e quello delle terapie nuove. Alterno le chemio alle terapie radiometaboliche. [...] sono stata sottoposta ad una nuova cura per le metastasi al fegato: microsfere caricate di isotopi radioattivi arrivate per me dall’Australia. [...]”. La sua guerra contro la malattia dura da vent’anni. ”All’inizio è stato faticoso poi l’ho affrontata come una sfida. Bisogna mantenere un livello di normalità per dimostrare a se stessi e agli altri che si può convivere con questa malattia. Non è facile, però. Devi entrare nell’ordine di idee che i medici sono i tuoi alleati più grandi” [...] Secondo i medici se sono ancora viva lo devo in gran parte a me stessa. Mi dicono perfino ”Guarda che noi prendiamo forza da te’”» (Alain Elkann, ”La Stampa” 26/11/2006).