la Repubblica.it, corriere.it; tgcom.it, Tg 2 delle 20.30, 24/11/06, 24 novembre 2006
Graziella Barbiero, di anni 52, originaria di Cimadolmo, donna delle pulizie fin da ragazza, moglie a 19 anni di un Claudio Baldissin di quattro anni più vecchio, capomastro, due figli operai: Benjamin, di anni 31 e Brian, di 23
Graziella Barbiero, di anni 52, originaria di Cimadolmo, donna delle pulizie fin da ragazza, moglie a 19 anni di un Claudio Baldissin di quattro anni più vecchio, capomastro, due figli operai: Benjamin, di anni 31 e Brian, di 23. La famigliola dai tempi delle nozze viveva a Faè di Oderzo, paesino di mille anime in provincia di Treviso. Da qualche tempo i coniugi non si sopportavano, i vicini sapevano di qualche screzio perché li sentivano litigare ma tutto sommato li giudicavano «grandi lavoratori» e «buone persone». In realtà Baldissin, pur di levarsi di casa la moglie, le aveva offerto qualcosa come 80 mila euro. Pure i figli, giudicando la madre «violenta e manesca», le gridavano di ficcarsi i soldi in tasca e di andarsene via. Siccome lei non ne voleva sapere e forse pretendeva parecchi soldi in più, dopo l’ennesima lite i tre le fracassarono il cranio a bastonate, quindi le strinsero la gola con uno straccio da cucina finché non smise di respirare. Quindi la caricarono sulla sua Fiat Punto, l’adagiarono sull’argine del Piave nel punto in cui l’acqua lambisce l’abitato di Stabiuzzo, fecero nell’auto un gran disordine in modo da simulare una rapina e a piedi se ne tornarono a casa per dipingere di vernice le pareti spruzzate di sangue. Il corpo, scoperto il giorno dopo da un contadino che camminando notò spuntare da un plaid a fiori due piedi nudi. Serata di mercoledì, in una casa di via Fossadelle di Sotto a Faè di Oderzo, provincia di Treviso.