varie, 24 novembre 2006
Mezzo milione ai funerali di Gemayel. Slogan contro la Siria e Hezbollah. Il Foglio 24 novembre 2006
Mezzo milione ai funerali di Gemayel. Slogan contro la Siria e Hezbollah. Il Foglio 24 novembre 2006. A Beirut una gran folla ha raccolto l’appello dei partiti della maggioranza parlamentare antisiriana, riuniti nella coalizione delle Forze del 14 marzo, e si è riversata nella piazza dei Martiri, davanti alla cattedrale maronita di Saint George. Subito dopo le esequie, si sono verificati scontri tra sciiti e sunniti. Accogliendo una richiesta del premier libanese Siniora, il Consiglio di sicurezza Onu ha invitato la commissione che indaga sull’assassinio dell’ex premier Hariri a indagare sull’omicidio di Gemayel (il quinto dal 2002 di un leader antisiriano). *** Almeno 155 morti a Baghdad in una serie di attentati nel quartiere sciita di Sadr City. Un centinaio di miliziani ha preso d’assalto il ministero della Sanità, intrappolando 200 impiegati. Coprifuoco sulla capitale irachena. *** Erdogan invita il papa al dialogo: ”Mi augro che dia il suo sostegno all’Alleanza della civiltà che abbiamo realizzato assieme al premier spagnolo Zapatero”. Il premier turco ha poi precisato che in occasione della sua visita Benedetto XVI sarà ricevuto dal vice primo ministro, Mehmet Ali Sahin. Il papa e il primate anglicano a colloquio in Vaticano. Benedetto XVI: ”Le ordinazioni femminili e quella di un gay a vescovo sono scogli, ma il dialogo teologico andrà avanti”. *** L’Olanda verso una grande coalizione dopo le elezioni di mercoledì. I cristiano-sociali e i laburisti totalizzano 73 seggi e ne servono almeno altri 3 per formare una maggioranza in un Parlamento frantumato: 10 partiti per 150 seggi (nessuno per la Lista Pim Fortuyn, a vantaggio del Partito della libertà di Wilders). *** Il veto polacco sui negoziati Ue-Russia pesa sul vertice che comincia oggi a Helsinki, organizzato per segnare una nuova fase nelle relazioni tra la Comunità europea e Mosca. *** L’Etiopia è ”pronta alla guerra” con le Corti islamiche che controllano gran parte della Somalia. Lo ha detto il primo ministro Meles Zenawi, secondo il quale ”questi fondamentalisti rappresentano una vera minaccia”. *** L’Onu: ”Il Darfur è vicino all’abisso”. L’inviato Jan Egeland accusa il governo sudanese di ”accendere il conflitto” nella regione.