Vari, 23 novembre 2006
Achour Belgacem, algerino di 48 anni, verso le cinque del mattino diede fuoco a quattro bombole di gas custodite nel garage di casa, dove viveva con i tre figli
Achour Belgacem, algerino di 48 anni, verso le cinque del mattino diede fuoco a quattro bombole di gas custodite nel garage di casa, dove viveva con i tre figli. I vigili del fuoco, arrivati subito sul luogo dell’incendio, spensero le fiamme prima che accadesse la tragedia. Mentre i pompieri si adoperavano a fare ciò, il Belgacem fece salire i figli in auto, guidò fino al lago poco lontano: quando vide lo specchio d’acqua vicino alla strada, ci si diresse a grande velocità con l’intenzione di caderci dentro con tutta la macchina. Invece andò a finire contro un muro e l’auto s’incendiò. I due figli più grandi riuscirono a scappare, il più piccolo, di pochi anni e per metà immobilizzato con del nastro adesivo, non si mosse dal sedile. Il Belgacem lo prese in braccio, con lui si avviò verso la riva, si immerse, lasciò che l’acqua li coprisse fino alla morte. Quel giorno stesso avrebbe dovuto presentarsi in tribunale per discutere dell’affidamento dei figli, dopo la recente separazione dalla moglie. Nel lago Caldonazzo, in località Le Terrazze del comune di Tenna, provincia di Trento. Martedì 21 novembre. Mattina.