Paola Moscardino, A, 30/11/2006, pagina 131, 30 novembre 2006
Massimo D’Alema e Linda Giuva si sono conosciuti nel 1979 a Bari, lei militante del Pci, lui dirigente
Massimo D’Alema e Linda Giuva si sono conosciuti nel 1979 a Bari, lei militante del Pci, lui dirigente. Linda veniva da Foggia, papà impiegato delle poste, mamma casalinga, nonni ferrovieri macchinisti, fortemente sindacalizzati. "La prima cosa che mi ha colpita di lui è stato il suo pessimo carattere", racconta. Condividono, da amici, la politica e il tempo libero. Soprattutto le partite a carte e le sfide a risiko. Nel 1985 quando lui perde la compagna, Giusy del Mugnaio, in un incidente stradale, c’è la svolta. Lei rimane incinta e lui vuole sposarsi, "bisogna costruire una famiglia normale", le dice. Due giorni prima di sposarsi in Campidoglio si compra l’abito alla Cicogna, "non ho una grande passione per i vestiti". Oggi ha 53 anni, fa l’archivista di Stato. Hanno due figli: Giulia, 18 anni, e Francesco, 14. "I figli sono stati per lui il grimaldello che ha scardinato i meccanismi di protezione, di incapsulamento dei sentimenti". Lei è severa, lui non riesce a dire di no. E’ un marito affettuoso, "rispettoso, nonostante l’apparenza autoritaria". Fa la spesa, compra i fiori e cucina benissimo. Ha imparato a mandare gli sms da poco e ora comunicano spesso così. Qualche volta sbaglia "nella scelta della cravatta, nel tono delle risposte. Sbaglia in famiglia, sbaglia nel lavoro. Però lui ha sbagliato molto meno di altre persone". (intervista rilasciata nel 2004 per il libro "Donne e Sud").