Corriere della Sera 22/11/2006, pag.42, 22 novembre 2006
L’attribuzione a Sella. Corriere della Sera 22 novembre 2006. Caro Romano, spesso si ricorda Quintino Sella come nume tutelare del risanamento economico e finanziario del Paese, di un’austerità scomoda ma necessaria
L’attribuzione a Sella. Corriere della Sera 22 novembre 2006. Caro Romano, spesso si ricorda Quintino Sella come nume tutelare del risanamento economico e finanziario del Paese, di un’austerità scomoda ma necessaria. E spesso, come è successo al ministro Padoa- Schioppa, si accosta al nome di Sella l’introduzione dell’odiosa tassa sul macinato, che, come tutti gli italiani, ho imparato a odiare sui sussidiari delle elementari. Tuttavia, la tassa non la introdusse Sella, lo fece nel 1868 un suo predecessore, Cambray Digny, appartenente alla «destra toscana» che ha animato i tre ministeri Menabrea, succedutisi fra il 1867 e il 1869. Poi, col trasferimento della capitale da Firenze a Roma, sarebbero venuti i ministeri Lanza e con questi Sella, e la sua mitica scrivania in via XX settembre. Quale sia la ragione di questo equivoco non saprei dire, forse l’esigenza di semplificare alcuni passaggi della nostra storia politica. Marco Di Giulio La tassa sul macinato fu effettivamente promulgata nell’estate del 1868 e divenne operante dall’1 gennaio 1869, quando il ministro delle Finanze era Luigi Guglielmo Cambray Digny. Ma Quintino Sella gli succedette nel dicembre dello stesso anno e la mantenne fermamente in vigore. È questa, probabilmente, la ragione per cui gli viene generalmente attribuita.