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 2006  novembre 21 Martedì calendario

Quando a velarsi è l’Occidente

Le donne cristiane velate di nero vivono ancora aVejer de la Frontera, Andalusia, Spagna, oggi come 35 anni fa. Come secoli fa. Lembo estremo della nazione iberica, a 30 miglia marittime da Tangeri, Vejer ha 12 mila abitanti, tre chiese, 5 mila famiglie marocchine insediate da sempre, zero moschee e un vecchio minareto. Qui il cobijao, un velo nero che compre l’intera figura femminile a eccezione dell’occhio sinistro, è tornato in voga con prepotenza, un po’ per nostalgia, un po’ per moda, un po’ per lucro. Ha cominciato Juan Maria Fernandez Sanchez, 47 anni, fruttivendolo fino a metà degli anni ”90, riempiendo il negozio con statuette di cobijade (le donne che indossano il cobijao) e inventando gadget su gadget. Nel 2002 aiutò alcuni ricercatori dell’Università di Cadice a ricostruire le origini delle velate di Vejer. Due i libri pubblicati: ”Anuario de estudios vejeriegos” (1995) e ”Memoria de Vejer” (1998). Dopo l’11 settembre, il rinnovato interesse per la cultura araba-musulmana ha fatto il resto. Oggi, assediatao dai clienti, pensa di aprire un sito web di e-commerce. ”Pochi a Vejer credevano di poter trasformare il folklore in business”, spiega, ”I turisti arrivano con il passaparola. Questo è un posto ibrido, curioso. Si mangia cous-cous al ristorante magrebino El Jardin del Califa, la case bianche con i cortili sembrano quelle di Tangeri. ovvio pensare che le donne velate siano retaggio islamico. Invece sono puro made in Vejer”. Tanto che l’Andalusia – regione dove un abitante su tre campa con meno di 500 euro il mese - pensa di brevettarlo, inventando lo scorso agosto anche un festival delle cobijade. L’usanza del velo nero era diffusa nel sud della Spagna fin dal IV secolo, prima dell’arabizzazione del Paese. Nel 1586 Filippo II tentò di proibire l’indumento, poiché poteva celare contrabbandieri e malfattori. La repressione riesce meglio al Generalissimo Franco: nel 1945 mette al bando il cobijao, sempre per ragioni di sicurezza. Ma Vejer non lo dimentica e lo resusciterà negli anni 70. Fino alla moda di oggi.