Antonio Dipollina, Repubblica 20/11/2006, 20 novembre 2006
«Quel socialdemocratico di Fabio Caressa, invece, sa bene che il paragone tra il marxismo e il 4-4-2 abbisognerebbe di analisi più approfondite, e si concede forme di intrattenimento più popolare
«Quel socialdemocratico di Fabio Caressa, invece, sa bene che il paragone tra il marxismo e il 4-4-2 abbisognerebbe di analisi più approfondite, e si concede forme di intrattenimento più popolare. Per esempio in Cagliari-Palermo ha segnato Pepe al novantesimo, ma il momento clou è stato pochi minuti prima: cross da destra di un rossoblu e il medesimo attaccante che salta di testa a cercare il pallone. Caressa urla con decisione: «Sale Pepe!». Poi ammutolisce e ammicca a Bergomi: «Beh, Sale Pepe non è malissimo». Bergomi si produce in una sorta di mugugno d´assenso. *** Il dilagare nelle telecronache della voce verbale "sale" aveva già avuto grandi effetti in passato con il calciatore Grosso. Ora si attende che almeno uno dei sei o sette "Marino" che giocano in serie C arrivi un giorno in serie A. Volendo, ci sarebbe anche Fini dell´Ascoli, ma l´insieme non è un granché, e di "Fino" non ne risultano. Purtroppo, anzi, un autentico peccato, non esistono calciatori che si chiamano "D´Aspetto" o, meglio ancora, "Iodurato"». (Antonio Dipollina)