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 2006  novembre 05 Domenica calendario

Simona Ercolani, 42 anni, moglie di Fabrizio Rondolino. Suo biglietto di presentazione nei risvolti di copertina dei libri: «Ha venduto termomassaggiatori

Simona Ercolani, 42 anni, moglie di Fabrizio Rondolino. Suo biglietto di presentazione nei risvolti di copertina dei libri: «Ha venduto termomassaggiatori. Con i soldi dei termomassaggiatori comprava imbuti. Con i soldi degli imbuti comprava petardi, ma glieli sequestravano e allora vendeva birre. Ha fatto la cassiera, la barista, l’organizzatrice di concerti in perdita». Tutto questo di giorno, perché «di notte studiava da autrice e regista televisiva». Inventrice del programma cult di Raitre ”Sfide”, adesso è accusata di aver alimentato la volgarità in tv per via della Pupa e il Secchione di cui è stata capo-progetto: «In realtà noi abbiamo messo alla berlina la volgarità, non l’abbiamo alimentata. Volevamo ridere di noi stessi, della tv e di ciò che ci circonda: donne belle e ignoranti che a vent’anni spendono patrimoni per rifarsi il seno e uomini istruiti che giocano a fare i licantropi, non uscendo mai di casa. Che fosse una parodia lo dimostra il fatto che nel meccanismo dell’eliminazione abbiamo introdotto il pareggio». Altra accusa: l’ignoranza delle pupe era inverosimile. «Le pupe sono ignoranti, non sceme. Anzi, spesso sono intelligenti. Alcune si mantengono da sole, da adulte. Abbiamo usato la loro ignoranza per dire che viviamo in un mondo così. Davvero Mary Carbone non conosceva Hitler? Lo ”Zucca quiz” è un quiz di denuncia sociale». Dopo tutto «i deputati non sanno il secolo della Rivoluzione francese, mica bruscolini. Mia figlia ha a disposizione l’intera mazzetta di giornali, libri in quantità: non ne legge uno neanche se l’ammazzi. Eppure va benissimo a scuola. Siamo in pieno riflusso, guardiamo se abbiamo le tette su o giù, scrutiamo le rughe già a vent’anni, non a quaranta». Sulla lite tra Sgarbi e la Mussolini, spiega: «Niente di calcolato. un fatto accaduto e che non volevamo trasmettere, ma Sgarbi ne ha fatto ampia pubblicità sulle radio, poi c’erano la troupe di Studio aperto e quella di Striscia che hanno anticipato la lite. A quel punto siamo stati costretti a mandarla in onda, ma non ne avevamo bisogno perché il programma funzionava bene lo stesso». La sua prima volta con Mediaset le è molto piaciuta: «I quadri Mediaset hanno una professionalità più elevata di quelli Rai. C’è più attenzione al prodotto, un briciolo di passione, un certo senso del dovere. Poi non c’è la politica a inquinare tutto. In Rai anche le maestranze giocano al risiko delle poltrone. In Rai ci sono delle oasi come il gruppo di Sfide. Per il resto domina l’immobilismo. In Mediaset le persone sono trattate meglio, ti senti voluto bene, la mensa e il bar sono belli, si mangia bene...». Per avere successo, ha scritto Maria Novella Oppo sull’Unità, non c’è di meglio che essere di sinistra e fare cose di destra: «La Pupa e il Secchione non era un programma di destra. Se tra un gruppo di belle ragazze premi quella che si sforza di studiare di più, come Rosy che non conosceva Dante e ha imparato due canti della Divina Commedia, non fai una cosa di destra. Ai critici di sinistra vorrei dire che le pupe hanno studiato i primi 12 articoli della Costituzione e anche miss Padania ha imparato che l’Italia è una e indivisibile. Nella nostra televisione non esiste un programma che parli della Costituzione. Il rifiuto delle ragazze di concedersi sapendo che la pomiciata avrebbe fatto guadagnare ascolti o di fare la respirazione bocca a bocca per guadagnare punti, l’ho trovato un comportamento post-femminista». Sul suo rapporto col marito: «Fabrizio è l’intellettuale della famiglia. Gli aspetti pratici non lo toccano. In casa portiamo i pantaloni tutti e due. Lui si occupa della scuola, dei medici, io delle attività pomeridiane. Lui carica la lavastoviglie, io faccio la spesa, una gestione un po’ caotica: diciamo che portiamo tutti e due la gonna». La sua giornata tipo: «Mi sveglio presto, vado al bar, chiacchiero con i baristi che mi fanno una sorta di sondaggio-rassegna stampa popolare, porto la figlia a scuola, poi vado in ufficio, scrivo, telefono impiccio... Arrivo a sera, metto tutti a letto e mi sparo un western, la mia vera passione. Li adoro: perché sono primordiali, c’è l’eroe solitario, la mitologia della frontiera, ci si fa giustizia da sé. E nel racconto c’è un principio e una fine, lo capisci tutto. Infine i paesaggi mi fanno sognare. Al punto che quest’estate io e Fabrizio abbiamo comprato 14 ettari nel deserto del Nevada - le assicuro un lusso a buon mercato - dove costruiremo la casa della nostra vecchiaia. I western mi piacciono tutti, quelli alti e quelli bassi, da Cary Grant e Gary Cooper e John Ford fino a Leone e Eastwood. Il mio preferito è Billy The Kid: siamo anche stati in pellegrinaggio nei luoghi del Kid...». In casa sua «la tv è sempre accesa. Guardo almeno tutte le prime puntate. Leggo molti giornali, un paio di libri al mese». Dovendo buttare dalla torre Sfide o La Pupa e il Secchione, si butta con loro, «un tuffo liberatorio. Però forse mollo Sfide che ormai può camminare anche senza di me».