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 2006  novembre 15 Mercoledì calendario

Beato Angelico, ecco i capolavori rubati da Napoleone. Corriere della Sera 15 novembre 2006. Firenze

Beato Angelico, ecco i capolavori rubati da Napoleone. Corriere della Sera 15 novembre 2006. Firenze. In un colpo solo scopre non uno, ma due Beato Angelico. Due tavolette rettangolari di 38 centimetri per 13 appese con noncuranza dietro la porta di una camera da letto in una modesta abitazione di Oxford, in Inghilterra. A conservarle per anni, senza sapere che tesoro aveva in casa, è stata Jean Preston, bibliotecaria in pensione scomparsa quest’anno a 77 anni. A scoprirle e a risolvere uno dei gialli più misteriosi della storia dell’arte, Guy Schwinge, banditore d’aste. Chiamato dagli eredi per valutare le tavole dopo la morte della proprietaria, Schwinge ne intuisce il valore e chiama in aiuto il preside della Facoltà di Storia dell’arte della Bristol University, Michael Liversidge. Da lui incassa una rassicurante approvazione; insieme contattano Dillian Gordon, famosa esperta della National Gallery, dalla quale incassano un’altra preziosa rassicurazione: «Sì, è l’Angelico». Adesso l’abile e fortunato scopritore dei due pezzi, capitato per caso in quella stanza, si appresta a far bandire l’incanto dalla casa d’aste Duke’s di Dorchester, nel Dorset, con una base di partenza di un milione di sterline. Per i due pezzi, naturalmente. Pensare che Jean Preston quando li aveva comprati negli anni Sessanta, negli Usa, per fare un regalo a suo padre, di sterline ne aveva spese duecento. L’incredibile (ma vera) storia sarà raccontata nel pomeriggio di oggi dallo stesso Liversidge in una conferenza, illustrata da proiezioni, all’Istituto Britannico di Firenze, città ritenuta la più adatta per le rivelazioni riguardanti uno dei suoi più grandi artisti delprimo Rinascimento. L’Angelico, che si chiamava in realtà Guido di Pietro, dopo essere diventato frate domenicano dedicò la sua vita alla pittura di devozione. Per la basilica fiorentina di San Marco, la chiesa amata e protetta da Cosimo de’ Medici, l’Angelico creò la grande pala d’altare, affiancata da sedici tavolette raffiguranti altrettanti santi. Un monumentale assieme di tavole elogiato già dal Vasari e di recente da John P. Hennessy, che lo ha definito «il vero, commovente capolavoro dell’Angelico». Un capolavoro che non sfuggì alle ruberie delle truppe francesi arrivate a Firenze con Napoleone, quelle, per intendersi, che portarono a Parigi la Venere de’ Medici. L’altare della chiesa venne smembrato, la tavola centrale, malridotta (ancora oggi in cattive condizioni a causa di un restauro non felice), fu lasciata a Firenze, ma le tavolette più piccole furono portate via e disperse. Di alcune si persero le tracce, altre vennero via via ritrovate ed esposte nei musei di mezzo mondo. « ben possibile che due tavole dell’Angelico siano riapparse ora in Inghilterra – ha detto Magnolia Scudieri, massima esperta dell’Angelico e direttrice del Complesso di San Marco ”. Delle sedici tavole laterali disperse nel 1810 finora ne abbiamo rintracciate sei, tre delle quali erano state acquistate dal 1844 dal barone di Lindeman, per essere esposte nel Museo di Altenbourg. La tavola centrale, da restaurare, è conservata da noi. Certamente è plausibile che alcuni pezzi originali mancanti siano rimasti nascosti e disconosciuti per secoli». Oggi a Firenze Liversidge farà vedere – ma solo in fotografia – due dei tasselli mancanti nel meraviglioso panorama dell’autore delle indimenticabili celle di San Marco, visitate ogni anno da milioni di persone. Schwinge, il vero scopritore, buon intenditore ma sprovvisto di titoli accademici, non ci sarà. Se ne starà tranquillo, si può credere, ad aspettare i frutti della vendita, che ci si aspetta supererà il milione di sterline di base d’asta. Circa un milione e quattrocentomila euro. Wanda Lattes