Antonio Dipollina, la Repubblica, 19/11/2006, pagina 21, 19 novembre 2006
Se l’Auditel non consentirà alle tv non rappresentate nel suo CdA (tutte, eccetto Rai e Mediaset) e a soggetti di garanzia esterni di entrare a farne parte, l’Authority di Garanzia potrebbe avocare a sè la rilevazione dei dati d’ascolto
Se l’Auditel non consentirà alle tv non rappresentate nel suo CdA (tutte, eccetto Rai e Mediaset) e a soggetti di garanzia esterni di entrare a farne parte, l’Authority di Garanzia potrebbe avocare a sè la rilevazione dei dati d’ascolto. E’ quanto prevede il disegno di riforma televisiva del ministro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni. E non basta il 3% che Auditel ha offerto a Sky. Servono regole chiare, "i criteri di ponderazione sono cruciali in tutti i sondaggi: devono essere trasparenti. Il numero di famiglie che rifiutano di entrare nel campione Auditel è in crescita", dichiara il ministro. E poi "il margine di errore è troppo alto per gli ascolti delle tv locali e dei canali satellitari". Dall’anno prossimo in Rai ci sarà a fianco dell’indice di ascolto anche un indice di valore pubblico, "la dittatura del dato quantitativo rimane un grave errore. L’ascolto è importante, ma non può essere l’unico riferimento. Trovo bizzarro che i premi di produzione per i dirigenti Rai vengano decisi in base agli ascolti ottenuti dai programmi prodotti".