Il Giornale 15/11/2006, 15 novembre 2006
La vecchiaia spensierata (e anticlericale) dell’Abbé Pierre. Il Giornale 15 novembre 2006. Il libretto Mio Dio
La vecchiaia spensierata (e anticlericale) dell’Abbé Pierre. Il Giornale 15 novembre 2006. Il libretto Mio Dio... perché?, dell’Abbé Pierre (Garzanti, pagg. 96, euro 10) può essere bello o brutto a seconda che lo si legga così com’è oppure di sbieco, come si faceva una volta. Questa vecchia (94 anni) gloria di Francia, frate cappuccino, eroe della resistenza, ci comunica i suoi pensieri, che somigliano un po’ alla sua faccia. Giàmezzo secolo fa si giravano film su di lui, e già mezzo secolo fa Roland Barthes gli dedicò un articolo al quale toglierei solo le ultime tre righe: è ancora la migliore delle recensioni. La giustificazione di questo libretto, la sua bellezza, sta nella vecchiaia spensierata di quest’uomo, che se la sente senza troppi pudori di parlare un po’ di tutto: dal matrimonio tra omosessuali al sacerdozio femminile al racconto, non troppo pervaso di pentimento, di certe sue scappatelle amorose. Caro vecchietto! Ha una gran voglia di dire la sua. Guai però a prendere sul serio le sue argomentazioni. Se hai la fede diventi ateo, se sei per il rinnovamento della Chiesa diventi lefebvriano. Ma l’Abbé Pierre piace alla Francia secolarizzata. un marchio, una griffe. Genialmente, Barthes a proposito del suo look (barba e capelli incolti ecc.) scriveva che «la neutralità (rispetto alle mode, ndr) finisce col funzionare come segno della neutralità, e se si volesse realmente passare inosservati sarebbe tutto da ricominciare». Leggendo il libretto scopriamo che l’amabile frate cappuccino, così ben travestito da frate cappuccino, dopo una vita di cristianesimo dice press’a poco quello che qualsiasi non credente anticlericale pensa in cuor suo: se Dio esiste perché tanto dolore?, perché questa pagliacciata del celibato dei preti?, chi l’ha detto che una coppia omosex non può allevare un bambino come e meglio di una coppia normale? L’Abbé Pierre non crede nel peccato originale, preferisce chiamarlo «ferita ereditaria» perché questo salvaguarda la nostra innocenza. Anche qui: come ogni uomo veramente moderno. L’Abbé Pierre sta al grande cattolicesimo francese come la crocque monsieur sta alla grande cucina francese. Eppure in tutto questo c’è un mistero. molto difficile capire in quali specchi una nazione si guarda e vede se stessa. L’Abbé Pierre è uno di questi specchi. Per capire il cristianesimo non serve, ma forse per capire la Francia sì.