la Repubblica 21/11/2006, pag.4, 21 novembre 2006
Un esperto di strategia consigliere del ministro. La Repubblica 21 novembre 2006. Roma. Il generale dell´Esercito Giuseppe Cucchi, nuovo segretario del Cesis, correva da molto tempo per salire ai vertici dell´intelligence italiana
Un esperto di strategia consigliere del ministro. La Repubblica 21 novembre 2006. Roma. Il generale dell´Esercito Giuseppe Cucchi, nuovo segretario del Cesis, correva da molto tempo per salire ai vertici dell´intelligence italiana. Per l´esattezza dal 1996. Ma il vero obiettivo era il Sismi, alla cui guida Romano Prodi voleva insediarlo all´epoca del suo primo governo. Chi conosce Beniamino Andreatta sa che a causa di quella nomina il professore litigò duramente con l´ex allievo diventato premier: Andreatta, ministro della Difesa nel governo Prodi, impose nell´ottobre 1996 il suo capo di gabinetto Gianfranco Battelli al posto di Cucchi. Il generale dell´Esercito non obiettò, continuò a servire lealmente la Repubblica e a consigliare efficacemente Romano Prodi, prima a Palazzo Chigi e poi come rappresentante militare italiano alla Nato a Bruxelles. Poi la pensione e la collaborazione con Nomisma, il think tank animato proprio da Romano Prodi. Dai ranghi della "ausiliaria", ovvero dalla riserva, il generale dal mese di maggio era tornato al servizio attivo, diventando capo dell´ufficio di politica militare del ministro della Difesa Arturo Parisi. Cucchi si era laureato in giurisprudenza all´Università di Bologna, e l´ambiente accademico era stato quello in cui a suo tempo prese contatto con l´entourage di Romano Prodi. I suoi studi militari nel 1978 lo avevano portato ai brevetti dell´Ecole superieure de guerre e del Cour superioeur interarmees francesi. Nel 1984 ad Harvard il "Mid career master in public administration" della Kennedy School of Government. L´incarico che poi consolidò la fama di studioso del generale Cucchi fu la direzione del Cemiss (Centro militare studi strategici) dal 1991 al 1997 Nelle ultime settimane il nome di questo efficiente generale degli alpini era tornato alla ribalta: sia Prodi che Parisi lo volevano al Sismi, un ufficiale preparato e di totale affidabilità per il capo del governo. Ma proprio l´eccessiva vicinanza al premier potrebbe avergli giocato contro. Prodi e Parisi lo vedevano al Sismi, D´Alema preferiva il generale dell´Esercito (in servizio) Mauro Del Vecchio. Il dissidio sembrava insanabile. Alcuni esperti consultati dai ministri (tra cui un ex capo di Stato maggiore) hanno allora suggerito una strada al governo: Cucchi, che non aveva mai avuto nessun passaggio operativo nell´intelligence, poteva fare bene al Cesis. Un tecnico lontano dai partiti, l´ammiraglio Branciforte, sarebbe stato giusto per il Sismi, a ripulire la casa dopo gli anni di Pollari. Le nomine di ieri dicono che Prodi, Parisi e D´Alema un accordo l´hanno trovato.