La Repubblica 21/11/2006, pag.4 Vincenzo Nigro, 21 novembre 2006
Una vita tra il mare e l´intelligence. La Repubblica 21 novembre 2006. Roma. Da buon napoletano (e naturalmente da marinaio) Bruno Branciforte è un sincero scaramantico
Una vita tra il mare e l´intelligence. La Repubblica 21 novembre 2006. Roma. Da buon napoletano (e naturalmente da marinaio) Bruno Branciforte è un sincero scaramantico. Domenica mattina non aveva accettato auguri da nessuno dei suoi amici o dei colleghi di una vita trascorsa nelle forze armate. Eppure domenica ormai tutto era chiaro, sulla sua nomina alla direzione del Sismi non c´era più nessun contrasto, nessun dubbio. Il successo nella corsa a uno degli incarichi più scomodi nella pubblica amministrazione è tutto nella sua carriera: quando altri candidati più avvantaggiati di lui si sono eliminati a vicenda per l´eccessiva vicinanza politica (Giuseppe Cucchi sostenuto da Romano Prodi, il generale Mauro Del Vecchio da Massimo D´Alema), la politica ha deciso di affidarsi ai tecnici, e lui ha il curriculum migliore. La biografia dell´ammiraglio di squadra Branciforte è riassumibile così: metà carriera nella Marina militare, l´altra metà nell´intelligence della forza armata, quel Sios-Marina che negli anni ha dato decine di dirigenti a Marina e Sismi, da capi di stato maggiore come Umberto Guarnieri e Sergio Biraghi, a direttori del servizio come Fulvio Martini e Gianfranco Battelli, a vice-direttori come Osvaldo Toschi e Giuseppe De Pinto. Dopo l´Accademia navale di Livorno dal 1969 al 1976 Branciforte è sulle navi della Marina, sulle corvette Todaro e Grosso poi sull´incrociatore Impavido. Dal 1979 fa il primo passaggio al "servizio": ci rimane fino al 1985, direttore del Centro operativo di intelligence e poi capo del Settore ricerca. Nel 1985 torna a bordo, sul "Vittorio Veneto" come comandante in seconda di un altro ufficiale che poi farà carriera nel Sismi, quel Gianfranco Battelli nominato capo del servizio da Beniamino Andreatta. Ancora dentro e fuori il Sios: sarà tra l´altro addetto militare a Washington, comandante per ben due volte della portaerei Garibaldi (la seconda volta per sostituire in emergenza un collega colpito da un problema personale), poi ancora capo di tutto il Sios-Marina, rappresentante italiano al Comando centrale Usa di Tampa (quello che guida la guerra in Iraq e Afghanistan) e infine - l´incarico attuale - comandante in capo della Squadra navale, ovvero il comando operativo della Marina, l´incarico più prestigioso prima della scrivania di capo di Stato maggiore. «La specializzazione originaria di Branciforte era quella della Sigint, la signal intelligence», dice un ufficiale di Marina che ha lavorato con l´ammiraglio: «Negli anni Ottanta la marina italiana era schierata in prima linea nel Mediterraneo, contro l´invadenza e l´aggressività di una Flotta sovietica che allora non erano il rottame di ruggine che divennero alla caduta del muro di Berlino. Comandando il Sios ha poi preso in mano tutta la rete humint del servizio, ha lavorato con i servizi alleati e con quelli di tutto il Mediterraneo, un lavoro di "diplomazia" internazionale che ha continuato fino ad oggi come comandante della Squadra navale». Pregi e difetti? «Pregi molti ma innanzitutto uno», dicono a Repubblica fonti che lo conoscono e che conoscono bene il tormentato mondo dell´intelligence: «Lui è un uomo che dal momento in cui sostituirà Pollari alla sua scrivania, non dovrà perdere un solo secondo per capire cosa sia l´intelligence o il Sismi. Secondo: è un uomo onesto, intelligente, equilibrato, rapido nelle decisioni». Difetti o controindicazioni? Risponde un ex capo di Stato maggiore: «Branciforte arriva a guidare un Sismi che oggi Pollari ha portato ad essere più vicino alla Stasi, a una polizia politica piuttosto che a un servizio di intelligence. Smantellare un´organizzazione che aveva blandito ma anche spiato uomini politici di destra e di sinistra potrebbe essere difficile, perché gli stessi uomini che Pollari aveva avvinghiato nella sua rete lo hanno difeso fino all´altroieri. Inconsapevoli della mostruosità che avevano di fronte». Branciforte, insomma, in un Sismi "normale" non avrebbe nessun problema. Ma cosa gli riserverà il Sismi di Pollari? Vincenzo Nigro