Jenner Meletti, La Repubblica, 20/11/2006, pagina 29, 20 novembre 2006
Per via di una legge austriaca che risale al 1811 (sistema tavolare o Libro fondiario) oggi in alcuni territori italiani che facevano parte dell’impero austro-ungarico (Bolzano, Trento, parte del Friuli e del Veneto) è ancora possibile far registrare gli atti da notai austriaci
Per via di una legge austriaca che risale al 1811 (sistema tavolare o Libro fondiario) oggi in alcuni territori italiani che facevano parte dell’impero austro-ungarico (Bolzano, Trento, parte del Friuli e del Veneto) è ancora possibile far registrare gli atti da notai austriaci. In Val Pusteria, per esempio, dopo la seconda guerra mondiale il 70% dei contratti veniva registrato fuori confine. A Bolzano funziona così. C’è un Centro tutela consumatori e utenti che prepara il contratto. Poi si va in Austria dove un notaio autentica le firme. Spendendo in tutto un terzo del tariffario notarile italiano. Un esempio: per comprare una casa di 700.000 euro se ne spendono 1.237,60 contro 4.360. "Ci fanno passare per esosi, e non dicono che noi dobbiamo fare tanti controlli", dice Paolo Pantozzi presidente dei 23 notai infuriati della città. "Non è una scelta. Per noi notai autenticare la firma di chi si presenta è un dovere", dicono dall’Austria. Intanto a Trento la categoria ha denunciato il reddito più alto d’Italia, 920.000 euro a testa, mentre a Innsbruck 100.000 scarsi.